COLOMBIANI D’ASPROMONTE: TRAFFICAVANO DROGA E SPARAVANO AI GHIRI

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Arrivano le motivazioni della sentenza emessa nell’ambito del processo scaturito dall’operazione ‘Colombiani d’Aspromonte’. La Procura di Locri contesta i reati di traffico illecito di marijuana, furti venatori, caccia di frodo, porto, detenzione e traffico di armi clandestine. L’inchiesta ha portato nel tempo complessivamente all’esecuzione di 42 arresti nei centri aspromontani di San Luca e Delianuova. Le indagini, condotte dai militari del Gruppo CC Locri (RC), del Comando Stazione CC di San Luca (RC) e dello Squadrone CC Eliportato Cacciatori “Calabria”, scaturirono da un attento monitoraggio dell’area aspromontana di pertinenza dei due centri calabresi ed hanno preso spunto, nel 2013, dall’individuazione di una vasta piantagione di canapa indica in alta montagna nel comune di San Luca.
Sono state rinvenute successivamente numerose piantagioni di canapa indica ubicate in alta montagna, cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti già confezionati e pronti per la vendita nonché veri e propri arsenali di armi, all’interno di casolari ed ovili. Nelle motivazioni depositate nei giorni scorsi appaiono alcuni dialoghi intercettati durante le indagini. Gli imputati sarebbero stati impegnati in una battuta di caccia al ghiro nel corso della quale alcuni dei presenti si sarebbero vantati di una precedente uscita dove un soggetto si sarebbe definito il “primo nel paese” per la cvattura dei ghiri: “Se avessi voluto, riferiva, ne avrei ammazzato 100”. Mentre un altro individuo, invece, avrebbe detto “Ho ammazzato una bestia di volpe con un collo tanto!”. La sentenza ha stabilito 10 condanne a poco più di 38 anni di carcere e due assoluzioni.

ALESSANDRA BEVILACQUA

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