G7, 50 attivisti bloccati a Villa San Giovanni

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Fermati 12 cosentini tra cui quattro sindacalisti. L’Unione sindacale di base: provvedimento osceno

Dodici persone provenienti da Cosenza, tra le quali 4 rappresentanti di Unione sindacale di base della Calabria, sono state fermate a Reggio mentre si recavano a manifestare contro il G7 di Taormina, senza aver compiuto alcun reato e senza che abbiano fatto o detto nulla di illecito. Sono state condotte in Questura, riconosciute e sono state fatte loro le foto segnaletiche come se fossero criminali. Lo riferisce, in un comunicato, l’Unione sindacale di base. «Ora gli consegneranno – aggiunge – un provvedimento di polizia con foglio di via per ritornare a Cosenza e divieti per tre anni non si sa neanche a fare cosa o ad andare dove. Altre centinaia di manifestanti sono stati fermati prima di arrivare a Taormina. Come nei peggiori regimi fascisti sud-americani del recente passato, si continuano a ripetere atti e provvedimenti illegittimi, autoritari ed illogici. Una repressione che in Italia non può che riportarci al ventennio fascista». «L’Unione sindacale di base nazionale – è scritto ancora nel comunicato – chiede l’immediato rilascio dei 12 e la fine del fermo di altre centinaia di manifestanti e pretendiamo che qualcuno spieghi e ci spieghi da chi e perché sono arrivati gli ordini di adottare tali osceni provvedimenti. La militarizzazione della Sicilia in occasione del G7 non può impedire la legittima manifestazione del dissenso: lo prevede la Costituzione».

BLOCCATI A VILLA SAN GIOVANNI Una cinquantina di attivisti appartenenti a gruppi e centri sociali di Napoli, diretto a Giardini Naxos per partecipare alla manifestazione “No G7”, è stato bloccato in mattinata da polizia e Guardia di finanza a Villa San Giovanni. Mentre il gruppo cosentino è stato portato in commissariato.
La perquisizione degli attivisti napoletani ha avuto esito negativo, ma i controlli hanno fatto emergere che una decina di loro ha pregresse denunce dopo avere partecipato a manifestazioni. «Siamo qui dalle sette – racconta uno di loro – non ci restituiscono i documenti, bloccandoci e impedendoci quindi di prendere il traghetto e raggiungere la Sicilia». A Catania intanto stamattina, da una nave della TTTLine partita ieri da Napoli, è sbarcata una cinquantina di attivisti de centro sociale “Insurgencia”. Al loro arrivo sono stati tutti perquisiti dalla polizia. La procedura si è svolta regolarmente e senza intoppi. Il gruppo si è poi mosso in corteo verso la vicina piazza Alcalà, cantando lo slogan “Andremo a Taormina…”, dove c’era il concentramento dei manifestanti e il punto di partenza dei bus per Giardini Naxos. Il paese della riviera jonica, che è una delle estensioni a mare di Taormina, stamattina sembra quasi disabitato. Poche persone in strada, quasi nessun turista, quasi tutti residenti, negozi chiusi, molti hanno anche “protezioni” antidanneggiamento a ingressi e vetrine.

(fonte Corriere della Calabria)

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