Mer. Mag 19th, 2021

Intervistato dal Corriere.it, l’ex portiere del Cosenza si dice convinto del movente passionale: «Impossibile che Denis fosse finito in giri loschi»

Luigi Simoni – quattro anni insieme a Bergamini nel Cosenza – è stato un amico di Denis. Uno di quelli sempre in prima linea perché si cercasse la verità sulla morte del centrocampista. La riapertura dell’inchiesta da parte della Procura di Castrovillari ridà speranza e voce a persone come l’ex portiere rossoblù. Che, intervistato dal Corriere.it ribadisce la sua idea: «Evidentemente qualcuno, quando ha saputo dell’aborto (avvenuto a Londra mesi prima, ndr) di Isabella, ha voluto in qualche modo punire Denis, senza agire in maniera molto pulita, pensando di essere coperto da qualcuno. Qualche copertura deve esserci stata per forza, visto che le prove di cui si parla oggi (quelle che smentirebbero l’ipotesi del suicidio, ndr) erano a disposizione già all’epoca dei fatti. Ma nessuno, fino a oggi, ha mai avuto il coraggio di andare fino in fondo a questa storia».
Simoni esclude che Denis possa essere finito in qualche giro losco. Per lui il movente del presunto omicidio sarebbe passionale: «Escludo categoricamente che lui sia entrato in giri loschi come quello della droga o del calcioscommesse. Per chi, come me, lo conosceva molto bene, queste sono ipotesi che fanno anche ridere, perché Denis non fumava e non amava perdere neanche le partitine di allenamento o di calcio tennis tra noi».
Interrogato sulla vicenda dell’aborto dell’allora compagna del calciatore Isabella Internò (indagata assieme a Raffaele Pisano, autista che sostiene di aver travolto Denis con il proprio camion, ndr), Simoni è netto: «Denis non aveva altre donne. Voleva riconoscere il figlio, ma lei decise di non tenerlo, poiché lui non voleva sposarla: Isabella riteneva disonorevole la condizione in cui si sarebbe trovata a Cosenza. Per cui scelsero di abortire».

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