Gio. Mag 13th, 2021

Con riferimento all’interrogazione del Consigliere di minora Pasquale Mesiti, tendente ad ottenere chiarimenti sulla mancata approvazione del rendiconto di gestione esercizio finanziario 2016, il Sindaco di Marina di Gioiosa Ionica, Domenico Vestito, ha fornito la seguente risposta all’interrogante:

La Giunta Comunale, con proprie deliberazioni n. 121 e n. 122 del 29 aprile 2014, in corso di pubblicazione, comunicate alla Prefettura di Reggio Calabria con nota del Segretario generale prot. n. 7733 del 02/05/2017,  ha approvato, rispettivamente, il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi per l’anno 2016 e lo schema di rendiconto di gestione e redazione del conto del bilancio 2016.

In ordine ai motivi del ritardo nella convocazione del Consiglio, si ritiene utile portare all’attenzione del Consigliere interrogante una serie di significative e non trascurabili criticità che questo Comune, al pari di tutti gli Enti Locali del Paese, ha riscontrato nella predisposizione del documento contabile in questione. E infatti, l’art. 2 del D.Lgs. n. 118/2011 ha previsto – per gli Enti in contabilità finanziaria – l’adozione di un sistema contabile integrato, comprensivo dei fatti di gestione di carattere finanziario ed economico-patrimoniale. Pertanto, a partire dall’anno 2016, accanto alla contabilità finanziaria avremo anche quella economico-patrimoniale, che comprende tutti i proventi e tutti i costi della gestione. Lo scopo è la predisposizione del conto economico rappresentativo delle utilità economiche impiegate nel corso dell’esercizio e della formazione del conto del patrimonio, la elaborazione del bilancio consolidato di ogni Amministrazione con i propri Enti e aziende partecipate con la determinazione analitica dei costi, nonché la verifica della situazione patrimoniale ed economica. Tutti gli Enti locali interessati, quelli superiori ai cinquemila abitanti, devono utilizzare il principio della competenza economica, che consente di imputare a ciascun esercizio tutti i costi e i ricavi in quanto esso è riconducibile al principio contabile n. 11 dell’O.I.C.

Come è stato sottolineato da autorevoli commentatori: “La complessità degli adempimenti e delle attività richieste, mai affrontate sino ad ora da molti responsabili finanziari, richiedono competenze altamente specializzate e qualificate che, partendo dalla conoscenza dei principi contabili, possono garantire la loro corretta applicazione sotto il profilo finanziario ed economico-patrimoniale. Molto spesso gli operatori sono portati a pensare che tale attività possa essere affrontata attraverso la mera riclassificazione automatica delle voci patrimoniali o tramite gli automatismi della matrice di correlazione. Tale approccio, esclusivamente “informatico”, ha dimostrato già con la contabilità finanziaria tutti i suoi limiti e lacune, conducendo a errori più o meno gravi, su cui l’ente dovrà successivamente porre rimedio, anche a seguito di controlli incrociati che saranno attivati dagli organi di controllo” (Quotidiano degli Enti Locali – il Sole 24 ore, 17/01/2017).

            Inoltre, la stessa ANCI, se pur con un atteggiamento giudicato assai timido da chi scrive, ha chiarito che la semplificazione degli adempimenti contabili degli enti locali resta un miraggio e i Comuni subiscono in questo periodo una fortissima pressione. Alle difficoltà che investono gli enti che sono ancora alle prese con l’iter di approvazione del bilancio di previsione, si aggiungono quelle derivanti dalle novità relative alla presentazione dei rendiconti: quest’anno gli obblighi di presentazione dei rendiconti si aggravano, poiché la presentazione dell’intero bilancio in formato elettronico introdotta per la prima volta con il dl 113/2016, non ha ancora comportato l’abolizione della trasmissione al ministero dell’Interno dei “certificati” dei consuntivi, che resta obbligatoria, con evidente duplicazione. Ma l’elemento più critico nell’attuale situazione di carenza di personale e di ristrettezza di risorse disponibili è certamente rappresentato dall’avvio della contabilità economico-patrimoniale, che comporta impegni straordinari spesso non assistiti dalla disponibilità di programmi informatici, per i diffusi ritardi nell’adeguamento dei software da parte dei principali fornitori. Per assicurare le condizioni minime per il rispetto del termine dei rendiconti – attualmente fissato al 30 aprile – è necessario un intervento responsabile e tempestivo, prorogando di un anno gli obblighi di tenuta della contabilità economico-patrimoniale e dando così modo al sistema locale di provvedervi in modo ordinato e consapevole.

In buona sostanza, con una scelta discutibilissima e contestabilissima, dal punto di vista dei principi costituzionali, si stanno orientando gli Enti Locali verso una contabilità di carattere societario, incompatibile, tuttavia, con la missione che dovrebbero svolgere che i Comuni che non è quella di ricavare profitti, ma di assicurare servizi pubblici (come tali in perdita) e garantire diritti.

Altre considerazioni verranno svolte nel corso della seduta del Consiglio Comunale.

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