Sab. Mag 8th, 2021

Il miracolo cauloniese si è avverato. Il compromesso onorevole che avevo chiesto con i manifesti sui muri è realtà. Se, come chiedevo e suggerivo io, si fosse fatto almeno una settimana prima e con passaggi pubblici nessuno poteva accusare di inciuci o cose strane. Tuttavia era proprio questo quello che mi auspicavo e che sotto la voce di grande coalizione in realtà pensavo. Domenico Campisi, che ora entra con un gruppo nutrito e di belle persone, miei amici e fieri della loro posizione politica, mi è testimone se nel corso dei mesi non ho fatto altro che confidargli questo mio auspicio. Mentre lui, legittimamente, era sempre stato scettico e diffidente. E’ per questo che non mi ha risposto quando a settembre scorso gli ho inviato una lettera aperta.
In quella lettera a Domenico; poi nella mia lettera aperta al PD cauloniese di dicembre; nei miei documenti sul “compromesso onorevole” del due aprile, e del “25 Aprile di unità”, avevo previsto e mi ero auspicato che andasse così come è andata. (si trova tutto sulla mia pagina fb).
La grande novità e mezza rivoluzione che si è consumata nella notte tra il 12 e 13 giungo del 2017 è che a Caulonia l’establishment rinascimental-progettual-officinal non è più di questo lido, e non è nella lista per la quale ho contribuito nel mio piccolo a costruire e nella quale mi avrebbe fatto piacere esserci.
Ma alla fine, per fare posto a una persona che veniva prima, a un padre di famiglia che porterà voti più di me, che ha sofferto più del sottoscritto nella vita e per la politica, ho accettato senza battere ciglio di sacrificarmi. Ho sofferto mezz’ora. Ma ora sono felice. Meglio così, tiferò per lui, lo voterò e lo farò votare. E spero che sia il più votato in tutto il comune. Forza Gianpiero Vigliarolo e “volemose bene”, come disse Woitila. Ho visto la tua espressione in viso quando mi hai detto fai come vuoi tu. No, non facciamo come voglio io. Facciamo come è giusto che si faccia. E se qualcuno pensava a voglie di vendetta o di rivalsa o peggio, non ha capito nulla. Ringrazio tutti coloro, tanti, che mi hanno chiamato da subito e che mi hanno manifestato amicizia, solidarietà e affetto. Andiamo avanti, se mi volete io ci sono.
Dicevamo della mezza rivoluzione. Il partito democratico vorrebbe e dovrebbe crescere; sarebbe ora che a Caulonia si decida cosa voglia fare. Dopo la mia lettera di dicembre sopra detta, visto il mio credo renziano che risale al 2010 (ma non confermato da un anno a questa parte) , finalmente da due mesi ho ottenuto la tessera del partito. Ho fatto gavetta e non mi sono tirato indietro di fronte a niente. Ora se il partito intende avere un sindaco forte e ben voluto, e se soprattutto non vuole fallire questa chance, deve organizzare la sezione, un folto e determinato gruppo di militanti, deve avere le antenne e le radici ben piantate nel paese; deve essere seriamente democratico. Sapendo ascoltare e sapendo dialogare. Aprendo le porte a chi lo voglia e costruendo democrazia.
Spero che il Paese delle profezie funeste che si auto avverano e della iattura come destino auto condiviso e dal quale non ci si può sottrarre, venga vinto dal Paese di questo gruppo di uomini e donne che affiancano Caterina Belcastro. Ma la strada è in salita e serve il contributo di tutti. Anche di coloro che nella lista non saranno eletti e di coloro che perderanno le elezioni.
Bruno Grenci 13 maggio 2017

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