Siderno: Caruso (volo) “provocazione pomeridiana”

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Piove, Governo ladro. Auguri al bimbo di un mio amico che compie un anno e al papà pieno di speranze per lui, Berlusconi è diventato animalista, o Dio! E adesso? Non ci resta che piangere.

Questi in sequenza sono  i pensieri di uno strano e piovoso pomeriggio, pensieri che si accavallano come credo in ognuno di noi. Ma a parte l’ironia insita nell’elencazione e la gioia per il piccolo che compie gli anni, resta in sottofondo un velato senso di disagio. Cerco di capirne la ragione e la trovo quasi subito. La verità è che, come milioni di persone, mi sento defraudato, spogliato delle mie idee, delle mie tradizioni che vedo immolate sull’altare di un cieco modernismo votato solo alla raccolta del consenso. Ho perso la mia identità e la mia collocazione. Forse sono vecchio, antico ma non riesco a condurre battaglie in cui inizio a non credere più. Ho tentato, dovete credermi, ho tentato ma la delusione è troppo forte, soprattutto quando vedo un partito ripiegato su se stesso, che invece di rinnovarsi negli uomini, nelle idee e nelle proposte, cavalca la tigre del modernismo e del sensazionalismo.

Insistere e tentare con tutti i mezzi di rinnovare? Ma io sono una pulce e le pulci, si sa, anche se pizzicano, vengono schiacciate facilmente. Una diversa collocazione d’area? Un salto nel buio? E’ una bella domanda, anche questa credo comune a milioni di persone, quell’elettorato moderato di destra che una volta era l’anima del movimento di centrodestra per antonomasia, Forza Italia.

Certo, se la gente è stanca come me, come io penso, scapperà via dal contenitore di plastica molle dove sinora era collocata, lasciandolo semivuoto agli squali che vi nuotano. E questa può essere già una risposta alla prima domanda. La seconda, cioè dove collocarsi, quale sarà? A destra di Forza Italia, perdonatemi, oggi vedo poco. La grande forza dell’ideologia della destra moderata, quella dei Montanelli per intenderci e non a caso cito solo un giornalista, è diluita fra persone di poco carisma e contaminata dal becero populismo della lega. Restano i pentastellati. Più volte ho messo in risalto la loro immaturità, il loro parlare solo alla pancia della Nazione, elementi che pongono a serio rischio la loro capacità di governare, come sta succedendo a Roma, con buona pace di chi tenta di difendere la scelta errata del candidato divenuto Sindaco. Ma questo loro essere acerbi e populisti è veramente un ostacolo così insormontabile o col tempo e con le persone giuste la spinta propulsiva della ragione, della reazione alle ingiustizie che tutti i giorni subiamo, può essere plasmata sino a diventare forza di governo?  E questa può essere una risposta alla seconda domanda. La gente seguirà questo schema logico? Inizio a pensarlo, inizio ad intravederlo, inizio ad averne timore. Piove, Governo ladro.

 

Giuseppe Caruso

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