Gio. Mag 6th, 2021

                                                                                                                                                                                              Che valore diamo alla nostra salute? Ha un prezzo l’aria che respiriamo? Quanto saremmo disposti a pagare      per consentire ai nostri figli di crescere sani ed in un ambiente più vivibile? Come cittadini abbiamo l’obbligo morale di fare una profonda riflessione ogni qualvolta si parla di temi così fondamentali; la salute, la nostra stessa vita costituiscono diritti inalienabili che le nostre istituzioni dovrebbero tutelare e garantire. Tuttavia accade, purtroppo sempre più frequentemente, che proprio quelle istituzioni  che dovrebbero rappresentare ed accogliere le istanze dei cittadini e preservarne i diritti primari, sanciti dalla Costituzione, si dimentichino strada facendo del ruolo straordinario di cui sono investite e decidano di percorrere vie diverse,  operando scelte in apparenza incomprensibili ad ognuno di noi. La vicenda che si sta consumando in questi giorni a Siderno, che riguarda le voci sulla possibile ubicazione nel nostro territorio di una seconda linea per il trattamento della frazione organica dei rifiuti connessa ad un impianto di digestione anaerobica, ne è un esempio triste e lampante. Il ricordo del Consiglio Comunale del  28 Aprile 2016 è ancora vivo. Allora, tutte le forze di qualsiasi schieramento politico di appartenenza, maggioranza ed opposizione, pronunciarono un unanime no alla realizzazione di un nuovo insediamento e si trattò di un diniego convinto, senza alcun condizionamento e senza spazio a possibili ripensamenti, frutto di una presa di coscienza collettiva sulla sua inutilità e nocività. Di quella delibera del Consiglio Comunale, così fortemente voluta dal gruppo di “FORZA ITALIA” e di cui, in data 24 Maggio 2016, venne trasmessa copia al Dipartimento Ambiente della Regione, a mezzo Posta Elettronica Certificata dal nostro Consigliere Dott. Pietro Sgarlato, sembra, non esista più alcuna traccia. Ci appare paradossale, per non dire sospetto, che nessuno dei nostri valenti amministratori abbia provveduto, a suo tempo, a trasmettere un atto così importante agli uffici regionali competenti. La verità è che quello che accade oggi, a circa un anno da quella decisione, appare assurdo ed al limite del grottesco.  Ancora una volta l’attuale Amministrazione  ha deciso di dare alla comunità il peggio di se stessa prendendo, pare, una decisione incomprensibile, incoerente e dannosa, e venendo meno, per l’ennesima volta, ad un impegno preso nei confronti dell’intera cittadinanza. Alla luce dei fatti, appare dunque necessario fare chiarezza una volta per tutte e sgombrare il campo da qualsiasi dubbio. Esiste, a Siderno, una vera e propria questione ambientale ed il rischio che la nostra città sia destinata ad ospitare uno dei tre grandi centri di smaltimento dei rifiuti della Calabria e quindi trasformarsi in una vera e propria pattumiera della regione, è una eventualità tristemente concreta. Un investimento di 45 milioni di euro, come affermato dall’Assessore Regionale all’Ambiente Antonietta Rizzo, che è di gran lunga superiore al costo dell’intera piattaforma di separazione già esistente, non può essere definito semplicemente un impegno per “la valorizzazione dell’impianto”  ma nasconde, certamente, la volontà di aumentare in maniera considerevole la capacità di fruizione della stessa struttura; a cosa potrebbe servire, ci domandiamo, potenziare quanto già esiste se non per smaltire una maggiore quantità di rifiuti? Di fronte ad una situazione così allarmante appare indispensabile prendere una posizione netta e decisa, anche in considerazione del fatto che l’attuale Amministrazione si è impegnata a non realizzare nuovi insediamenti, anche di natura accessoria, nel sito della piattaforma di Siderno. Nessun cittadino può, di fronte ad una situazione cosi allarmante, fingere di non capire per poi assistere, come spesso accade in queste occasioni, ad un rimbalzo di responsabilità tra vecchie e nuove amministrazioni. Sia ben chiaro che all’attuale governance cittadina, dal Sindaco Pietro Fuda, al Presidente del Consiglio Paolo Fragomeni, al Vice-Sindaco con delega all’Ambiente Anna Maria Romeo, agli Assessori Lanzafame, Guttà, Macrì e Gerace, nonché ai consiglieri di maggioranza attualmente in carica ed a tutti coloro i quali vorranno sostenere questo progetto, dovrà essere addebitata l’intera ed esclusiva responsabilità dello scempio che deriverà da questa realizzazione. Dobbiamo ricordare che, con la creazione dell’impianto di S. Leo, la nostra città ha già pagato un prezzo elevatissimo senza ottenerne in cambio alcun tipo di beneficio e tutto ciò mentre ancora rimangono aperte, senza le soluzioni promesse, le questioni  relative alle esalazioni  maleodoranti provenienti dallo stesso impianto , ma anche quelle relative alla “BP”, alla “SIKA”, alla questione dell’inquinamento della falda in località Pantanizzi, alla fuoriuscita di percolato nella discarica di “Timpe Bianche”. Venire meno ad un impegno preso ma, ancora di più, calpestare i diritti dei cittadini senza curarsi minimante della loro salute è un atto ignobile e di una gravità assoluta, a cui ci opporremo con ogni mezzo a nostra disposizione. Tutto questo, cari amministratori, vogliamo affermarlo con tutta la forza che abbiamo in corpo pronunciando  un “secco NO a nuovi impianti ed un SI ad una Siderno finalmente vivibile e pulita”; adesso la responsabilità della scelta giusta ricade solo esclusivamente su di Voi.

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