Gio. Mag 13th, 2021

Investimenti aeroportuali, sicurezza e diritti dei passeggeri: questi sono stati i temi al centro della presentazione del Rapporto e Bilancio Sociale 2016 di Enac, presentato questa mattina a Palazzo Giustiniani, alla presenza del presidente del Senato, Pietro Grasso. Nell’illustrare il rapporto il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha sottolineato come il trasporto aereo italiano sia cambiato radicalmente negli ultimi quindici anni, anche come conseguenza dell’avvento delle compagnie low cost. “Il modello di business introdotto dalle compagnie low cost ne ha determinato il successo in tutta Europa, ma in Italia la percentuale di traffico operata da questi vettori è significativamente superiore a quella registrata in Europa, circa il 50% a fronte di una media del 32% – ha spiegato Riggio -. Altro aspetto che si mostra con sempre maggiore evidenza è la contrazione della quota di traffico servita da operatori nazionali che cedono ampie fasce di mercato a operatori europei ed extra-europei, che verosimilmente adottano modelli di business più efficienti. Il fenomeno deve essere oggetto di una profonda riflessione in quanto incide negativamente sulla capacità del sistema nazionale di generare sviluppo e creazione di lavoro di qualità sul territorio”.
Ma non è l’unica criticità che l’Italia deve affrontare. Anche sul fronte degli aeroporti serve un cambio di passo. “I cinque aeroporti più grandi fanno il 50% del traffico e altri sette la parte restante”, per i piccoli aeroporti bisogna vedere “se sono utili, e allora trovare il modo per finanziarli, o se non sono utili, e allora bisogna trovare il coraggio di chiuderli” ha sostenuto ancora Riggio. Con riferimento chiaro agli scali di Reggio Calabria e Crotone. La sua numerica e fredda analisi non ha convinto il deputato del Pd Nicodemo Nazzareno Oliverio che ha subito puntualizzato: “Non possiamo accettare e non l’accetteremo mai”. “Difenderemo con le unghie e con i denti – aggiunge – l’aeroporto di Crotone, che rientra nel Piano di interesse nazionale degli aeroporti, perché è strategico per un’intera area della Calabria, già fortemente penalizzata da un sistema infrastrutturale particolare disagiato”.
ALESSANDRA BEVILACQUA

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