Ardore (Rc): Arcangelo Badolati al Pericle D’Oro 2017, a lui il Premio Giornalistico

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Continua la lista dei grandi nomi che saranno premiati nell’ultima serata del Pericle D’Oro il 29  luglio al castello Feudale di Ardore. Il maestro Domenico Savica riserva per il suo pubblico importanti personalità tra le quali il giornalista Arcangelo Badolati. Badolati è caposervizio del quotidiano Gazzetta del Sud e studioso di ‘ndrangheta. Ha appunto svolto numerosi studi e inchieste, ha condotto indagini e pubblicato scritti riguardati le maggiori cosche calabresi. Il suo primo testo I segreti dei boss racconta la storia della criminalità organizzata cosentina. A lui si deve il famoso articolo che, nel 1992, rese pubblica all’intera nazione italiana la denuncia da parte di un gruppo di commercianti e imprenditori nei confronti dei Facchineri di Cittanova per estorsioni. Ha seguito le inchieste sulla Centrale a Carbone di Gioia Tauro, sulla massoneria deviata di Licio Gelli, sulle faide di Palmi, Seminara e Taurianova. È anche sua l’inchiesta giornalistica che ha svelato la figura di Salvatore Belvedere che nel ’70, dopo aver fatto ritrovare il cadavere di un uomo, si era finto morto ed era andato a vivere per ben trent’anni in Corsica sotto falso nome. Ma Badolati si è occupato anche di donne, come Roberta Lanzino, studentessa stuprata e uccisa a Rende nel 1988 il cui caso ormai chiuso è stato riaperto proprio grazie al giornalista. È un onore dunque avere la presenza di eccellenze come quella di Arcangelo Badoalto, vincitore di numerosi premi per il giornalismo d’inchiesta come “Gerbera Gialla” 2011 dell’Associazione Antimafia “Riferimenti”; il premio “Iustitia-Rosario Livatino” 2014 dell’Università della Calabria, e ancora i premi Giancarlo Siani 2016 dell’osservatio Falcone-Borsellino-Scopelliti e il premio “Peppino Impastato” nel 2017.

Bibliografia (parziale): I segreti dei boss, Klipper, Cosenza 2001; Malandrini, Klipper, Cosenza 2002; Omicidi nel Cosentino ’98-2001, Centro editoriale universitario, Rende 2002; Sette casi per sette delitti, Periferia, Cosenza 2003; Il Mig delle bugie, Pellegrini, Cosenza 2005; Il Mammasantissima; I Femminicidi, Pellegrini, Cosenza 2013; Ouitalos: leggende e miti dei marinai, Pellegrini Cosenza 2014; Mamma ‘ndrangheta: la storia delle cosche cosentine dalla fantomatica Garduna alle stragi moderne, Pellegrini, 2014; #iodamorenonmuoio: la violenza sulle donne tra letteratura e cronaca, Pellegrini, Cosenza 2016.

Cristina Caminiti

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