Dom. Mag 16th, 2021

Tutto mi sarei aspettato dalla vita meno che un gesto familiare ed affettuoso come il bacio diventasse tanto vituperato e pericoloso da far diventare al confronto la bomba atomica un giocoso tric-trac. Ed invece dopo il bacio di Giuda a Gesù e quello non dato da Andreotti a Riina, ecco spuntare il baciamano di San Luca che, sia pure con le debite proporzioni, continua a far spargere altrettanti fiumi d’inchiostro. E, come al solito, la politica e la chiesa ci vanno a nozze, dimentichi tutti che il mio è anche il paese di Corrado Alvaro e di P. Stefano De Fiores. Ed andate a trovarlo un altro paese che in meno di cinquant’anni riesce a dare all’umanità due geni di questo calibro.
Per quanto ormai abituato a tutto, mi ha indispettito, anche perché inattesa ed ingiustificata la presa di posizione del vescovo che non avendo evidentemente niente di meglio di fare a Locri, si precipita ad ogni occasione a San Luca per dire la sua.
A questo punto, signor Vescovo, non le riconosco il titolo di eccellenza sia perché sono incavolato nero contro di lei e sia perché la Chiesa predicando l’umiltà deve cominciare a rifuggire dai titoli magniloquenti. Ma questi sono affari suoi che non m’interessano nemmeno alla larga. Quel che m’interessa, invece, e mi offende, è il suo allucinante provvedimento contro i bambini di San Luca in attesa della prima comunione e della cresima. E tutto questo pandemonio per il baciamano ad un presunto boss che lo stesso autore del gesto, una brava persona per quel che ne so, ha definito insano. E per il quale s’è abbondantemente scusato.
Mi perdoni, ma che proprio un alto esponente di quella chiesa che del baciamano ha fatto un’istituzione se non un rito, ora gli si metta contro, mi sembra davvero ridicolo. Anzi, nel caso del papa, si trattava addirittura di un baciapiede visto che da bambini c’insegnavano, caso mai l’avessimo incontrato, a baciargli la sacra pantofola. Poi bisognava baciare l’anello al vescovo, la mano al parroco ed il cordone ai missionari. Per cui non mi sono nemmeno tanto meravigliato quando un fratacchione porgeva da baciare alle fedeli un cordone di cui non mi perdo qui a precisare la natura.
Vede, un certo Gesù Cristo senza il quale lei probabilmente sarebbe un disoccupato come tanti Sanluchesi, predicava la carità ed il perdono. E quando dei cretini gli presentarono l’adultera si limitò a dire “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”. Chiaramente, se si tratta di scagliare la prima pietra ed anche l’ultima, io non finirò certo tra i tiratori scelti: me lo impediscono la mia natura e la mia formazione illuminista. Invece lei, che magari non vede la trave nell’occhio della sua chiesa, ma vede benissimo la pagliuzza in quello dei Sanluchesi, non limitandosi alla prima pietra, ha scagliato addirittura un macigno contro dei poveri bambini che aspettavano ansiosi di “Prendere Gesù “ per la prima volta, offendendo loro ed indisponendo i ristoratori che magari avevano per l’occasione il tutto esaurito.
Va bene, ormai lo sanno tutti che noi Sanluchesi siamo dei mafiosi il cui passatempo preferito è il baciamano ai boss e ci portiamo in fronte il marchio di Caino per cui per noi non vale nemmeno il “Padre perdona loro …” che invece vale per tutti gli altri. Ma i nostri bambini che c’entrano? Essi non sono mafiosi, né cattivi, né buoni e né quello che vuole lei: sono semplicemente bambini e se non hanno diritto al suo affetto, hanno di certo diritto almeno al suo rispetto. Per cui nessuno, nemmeno un vescovo dimentico del “sinite parvulos venire ad me”, ha il diritto di umiliarli. Tornando al nostro discorso di prima, per l’adultera non ci fu la lapidazione, grazie a Gesù che non le impedì né la comunione e né la cresima anche perché quella sua chiesa che spesso dei suoi insegnamenti se ne frega, non li aveva ancora inventati. Le disse semplicemente e con la sua consueta dolcezza:”Vai e non peccare più”. Egli non aveva bisogno né di microfono né di Rai3 o Telemia. Si limitava a dire parole di verità e di vita eterna. E le diceva sottovoce senza strombazzarle e forse per questo a distanza di duemila anni le sentiamo ancora. Inoltre, mentre il papa predica la misericordia, lei che dovrebbe esserne uno dei divulgatori, l’accantona, la bandisce, la maltratta per impugnare il rigore contro dei bambini. E non serve a niente che mi parli di sospensione e non di decisione definitiva perché quel che resta è il gesto offensivo e quasi traumatico. Un gesto indecoroso non solo per un vescovo, ma persino per il più trascurabile dei sacrestani. Quindi si penta, faccia un passo avanti e ritiri la sua disposizione. Solo in questo caso noi Sanluchesi saremo disposti a dirle “Baciamo le mani, eccellenza”.

MARIO NIRTA

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