Ciconte: «Abramo strumentalizza il Catanzaro calcio»

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Il candidato sindaco attacca l’avversario. Che sarebbe al lavoro per acquisire la società sportiva. Per mezzo del leader del movimento “Officine del Sud”. «Ma Parente è già imputato per bancarotta»

«Assistiamo con incredulità e profondo scoramento alla sistematica strumentalizzazione che Abramo e i suoi sponsor politici portano avanti sulla pelle del Catanzaro calcio. Le ultime sortite riportate dai mezzi di informazione ci raccontano del presunto interessamento alla società da parte di un gruppo di imprenditori in cui compare anche Claudio Parente, oggi a capo del movimento politico di centrodestra “Officine del Sud” e nel recente passato alla guida della compagine calcistica giallorossa». È quanto si afferma in un comunicato della coalizione di centrosinistra a sostegno del candidato a sindaco Vincenzo Ciconte.
«Ebbene, ci sentiamo di censurare con forza e sdegno questo interessamento a fasi alterne al destino del Catanzaro – prosegue il comunicato – motivato solo ed esclusivamente da personali e di parte interessi elettorali. I colori giallorossi appartengono ai catanzaresi, a una comunità tutta che da sempre riconosce alla squadra un valore identitario e un bene collettivo, ecco perché nel corso della campagna elettorale ci siamo sempre approcciati all’argomento Catanzaro calcio con la giusta delicatezza e con un piglio istituzionale, consapevoli del fatto che, non appena ci insedieremo a palazzo De Nobili, e quindi nel pieno delle nostre funzioni, eserciteremo tutte le azioni possibili per tutelare e supportare la squadra. Ce ne faremo carico con serietà e dedizione, e rifuggiamo dagli spot estemporanei, dalle promesse dai piedi d’argilla che in maniera irresponsabile in queste ore vengono invece elargite da Abramo».
«Il quale, fra l’altro – è detto ancora nel comunicato – si guarda bene dal ricordare che lo stesso Parente che oggi vorrebbe comprare di nuovo il Catanzaro è lo stesso che nelle aule di tribunale ha un giudizio pendente per bancarotta conseguente al fallimento dell’Us Catanzaro 1929, di cui era presidente. Di cattivi maestri questa città non ha proprio bisogno e per rispetto dell’intelligenza dei catanzaresi, ci vengano risparmiati da qui al 25 giugno pietose strumentalizzazioni della nostra squadra calcistica».

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