Sab. Mag 15th, 2021

Pubblicate le motivazioni della sentenza dello scorso 18 maggio sui ricorsi contro quanto stabilito dalla Corte d’Appello nel troncone ordinario del processo scaturito dal maxi blitz “Crimine”. In sostanza l’impianto accusatorio della Dda di Reggio Calabria ha superato lo scoglio della Suprema Corte. Accolti solo pochi ricorsi. Figura principale del processo è Antonio Commisso, alias “U mastru”.Per i giudici il suo spessore criminale, il suo indiscusso carisma e l’autorevolezza sarebbero emersi dalle conversazioni captate dalle cimici dell’antimafia piazzate nella lavanderia “Ape green” sede, per gli investigatori, di importanti incontri criminali. “Ulteriore conferma, scrive la Cassazione, è stata individuata nelle dichiarazioni rese in dibattimento dal collaboratore di giustizia Giuseppe Costa che aveva riferito della sua notorietà come uomo che all’epoca faceva parte della ndrangheta sidernese”.
La storica operazione antimafia denominata “Crimine” scattò nel luglio del 2010 ad opera della Dda di Reggio Calabria con quasi 300 arresti fra Calabria e Lombardia. Sancito definitivamente, quindi, l’unitarietà della ‘ndrangheta come organizzazione mafiosa, con una struttura denominata “Provincia” sovraordinata ai singoli “locali”.

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