Mar. Gen 31st, 2023

Ripartiamo dall’indagine del Pubblico Ministero Ezio Arcadi che sta facendo luce su un sistema, quello della depurazione, che è la causa principale dell’inquinamento del nostro mare. Come riportato nell’inchiesta del Depuratore di Camini dove risultano 22 indagati, tra amministratori, tecnici e funzionari regionali, il problema non era quello di far funzionare i depuratori ma l’obiettivo era ottenere i finanziamenti per costruirli. Risulta che il consiglio comunale di Camini ha approvato, in data 15.02.08, il progetto definitivo per la costruzione dell’impianto, facendo propria una “validazione” effettuata il 12 precedente dall’Ufficio Rup appositamente costituito tra i Comuni (Arch. Egidio Russo, geom. Francesco Daqua e dai Responsabili dell’Ufficio ll.pp. dei Comuni di Monasterace e Stilo), secondo i magistrati, tuttavia trascurando (l’Organo collegiale e, prima ancora, i R.u.p.) completamente circostanze che avrebbero dovuto sconsigliare quell’approvazione ed in particolare a) che all’impianto  non era previsto fossero collegati sia Camini Centro (tra l’altro Comune capofila), sia Stilo centro – perché, allora, costruire il depuratore? n.d.r.-; b) l’impianto si prospettasse assolutamente  sovradimensionato, in quanto si prevedeva dovesse essere a servizio di 15 mila abitanti, di cui 4000 residenti e 11000 fluttuanti –questi ultimi assolutamente immaginari-; c) non venivano previste in sede progettuale nemmeno le indispensabili  opere di entrata dei liquami da depurare e quelle per l’ uscita dei liquami già depurati.

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Si tratta, secondo il PM Ezio Arcadi, di difetti facilmente percepibili, al punto che la Commissione che avrebbe dovuto aggiudicare l’appalto. solo qualche mese dopo (v. testo del verbale di gara N° 4 del 26.5.2008), annotava che….  il progetto definitivo (quello redatto dall’Ing. Scordo-ndr) “non individua compiutamente il recapito finale del liquame depurato…………..tuttavia al fine di consentire una utilizzazione funzionale delle opere appaltate la Commissione ritiene di dover segnalare all’Amministrazione appaltante l’obbligo di affrontare la problematica afferente il recapito finale del liquame depurato prima della contrattualizzazione dell’appalto……..”.

In merito il geom. Daqua ha dichiarato al PM in sede di ii.pp.:

“D.R. Ricordo che quando ci fu consegnato dalla Regione il progetto per il depuratore, tanto i Tecnici dei Comuni interessati quanto i Sindaci rilevammo che era strano appaltare il depuratore in assenza delle reti di collegamento.   I Funzionarti della Regione presenti alla prima riunione a Catanzaro ci rassicurarono, affermando che quelle opere sarebbero state progettate e finanziate successivamente. Un paio di anni dopo, infatti, fu accordato un finanziamento di circa 700 mila eur al Comune di Monasterace, che tuttavia esegui’ delle opere senza collettare al depuratore di Camini. I Comuni di Stilo e Camini paese non furono collettati.

Al riguardo faccio presente che eventuali finanziamenti per reti avrebbero dovuto essere assegnati al Comune capofila, cioè Camini.

Verbalmente fu rappresentata tale anomalia sia in sede di Regione che al Comune di Monasterace, ma senza alcun particolare effetto, in quanto tale ultimo Comune si limito’ a realizzare in Comune di Stilo e in Comune di Camini poche centinaia di metri di condotta, senza tuttavia che seguisse un utile concreto.

Faccio presente che l’impianto di depurazione era all’evidenza sovradimensionato, per cui avrebbe potuto funzionare solo se ivi avessero fatto confluire i reflui almeno il centro abitato di Stilo, le frazioni di Stilo, il centro abitato di Camini e tutte le frazioni di Camini e, infine, il centro abitato di Monasterace e tutte le sue frazioni. In assenza di cio’ l’impianto era impossibile potesse andare a regime.”

Analogamente il Sindaco p.t. sig.ra Micelotta al PM:

” Quando si discuteva del progetto, mi accorsi subito dell’incongruenza che scaturiva dal fatto che si andava a realizzare un depuratore di notevoli dimensioni senza prevedere e finanziare i lavori collettamento da parte di tutti e tre i Comuni interessati.

Ci fu risposto (sia in sede di Assessorato all’Ambiente che di ATO –d.ssa Albanese-) che le reti sarebbero state finanziate successivamente.

Quando i lavori di costruzione del depuratore volgevano al termine, mi posi in maniera piu’ energica il problema delle reti.

Ci fu risposto, in sede di Regione, che per Camini erano disponibili solo 220.000 euro, utili per opere  genericamente di  collettamento al depuratore (che furono da noi spesi in termini che mi riservo di spiegare meglio), mentre l’effettivo collettamento dei tre Comuni si sarebbe dovuto realizzare con finanziamenti a venire.

Apprendemmo, nello stesso contesto, che la stessa Regione aveva finanziato con 1.5  mln di euro lavori di collettamento che concernevano esclusivamente il Comune di Monasterace, escludendo gli altri due Comuni. Manifestai tutto il mio disappunto anche con una comunicazione scritta che spero di rinvenire a casa, osservando che quella somma sarebbe stato piu’ appropriato destinarla al Comune capofila, che poi avrebbe agito per tutti.

Fatto sta che i lavori finanziati al Comune di Monasterace hanno interessato solo il territorio di quel Comune e che le reti di quel Comune non mi risulta siano state collettate al depuratore di Camini, come avrebbe dovuto essere.”

disattendendo anche sotto tale profilo il protocollo di intesa del 16.03.07, il Comune capofila di Camini non aveva richiesto (quella che si prospettava come indispensabile) analoga approvazione del progetto definitivo ai Comuni di Monasterace e Stilo (v. art. 5 prot. intesa cit.); i quali, dal canto proprio e secondo i Magistrati, a dispetto della presenza di proprio personale all’interno dell’Ufficio R.u.p., in alcun modo si attivavano in tale direzione;

Giuseppe Mazzaferro – redazione@telemia.it

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