3 Dicembre 2020

Come cambia la geografia dell’assemblea di Palazzo de’ Nobili in caso di vittoria di Abramo o di Ciconte. Molte riconferme e diverse new entry in entrambi gli schieramenti. Ma un seggio è ancora aperto

La notizia più clamorosa è che il Movimento 5 Stelle con la candidata sindaco Bianca Laura Granato sarebbe fuori dal consiglio comunale di Catanzaro. L’applicazione del metodo D’Hondt con cui si ripartiscono i seggi in base alle disposizioni della legge elettorale, infatti, porterebbe i grillini a non avere una rappresentanza a Palazzo De Nobili. I numeri non sono ancora ufficiali, certo, ma la speranza è pressoché nulla per i pentastellati. Ciò vale sia in caso di vittoria al ballottaggio per Sergio Abramo che per Vincenzo Ciconte.
Validi in entrambi i casi anche i seggi che Nicola Fiorita e le sue liste otterranno: saranno 3, di cui due per “Cambiavento” e uno per “Insieme per Fiorita”. Ad entrare in consiglio comunale, oltre al candidato sindaco, saranno l’avvocato Gianmichele Bosco (369 preferenze) e l’ingegnere Vincenzo De Sarro (152). Sempre che non prevalga un’altra interpretazione della normativa secondo la quale il candidato sindaco prenderebbe il posto della lista “peggiore” che raggiunge il quorum. In quel caso, Fiorita scalzerebbe De Sarro e anche il secondo seggio sarebbe appannaggio di Cambiavento: in attesa che si concluda lo spoglio, si contendono il seggio Eugenio Occhini (288) e Maria Paola Strada (286).

ABRAMO DIVENTA SINDACO Sarebbero 19 i consiglieri di maggioranza con Abramo sindaco. Questa la ripartizione per lista: per Federazione Popolare entrerebbero Filippo Mancuso (953), assessore al bilancio uscente, e Demetrio Battaglia (383). Per la lista del sindaco 2 seggi: il primo sarebbe una riconferma, dall’altra parte dell’Aula Rossa, per Rosario Mancuso (462), il secondo sarebbe per Enrico Consolante (474).
Il boom di Catanzaro da Vivere (Ap) e di Forza Italia, consentirebbe loro di spartirsi equamente dieci seggi. Per Ap: Marco Polimeni, (762, rieletto), Antonio Mirarchi (524), Concetta Carrozza (509), Alessandra Lobello (444) e Agazio Praticò (rieletto, 444).
Per i forzisti, entrerebbero in consiglio comunale: Luigi Levato (1286, rieletto), Ivan Cardamone (776, rieletto), Roberta Gallo (515), Carlotta Francesca Celi (479), Modestina Migliaccio (424).
A chiudere il panorama della maggioranza Andrea Amendola (724, rieletto) e Manuela Costanzo (445) per Obiettivo Comune, Giuseppe Pisano (416) e Francesco Gironda (280) per Officine per il Sud.
Per la minoranza, oltre ai già citati della coalizione di Nicola Fiorita, ci sarà il candidato sindaco sconfitto Vincenzo Ciconte più altri 9 consiglieri. Tra le liste a suo sostegno, quindi, un solo seggio per l’Udc, che sarebbe occupato dall’ex abramiano Tommaso Brutto (603, rieletto). Due, invece, per la lista del candidato sindaco Svolta democratica: Eugenio Riccio (630, rieletto), anch’egli ex abramiano, e Libero Notarangelo (530).
Un seggio anche per la lista della consigliera regionale Flora Sculco, a guadagnarlo Rosario Lostumbo (823, rieletto), anche lui proveniente dall’ex maggioranza di Abramo.
Un seggio per i Socialisti&Democratici grazie al quale rientrerà in consiglio Roberto Guerriero (707, rieletto). Un altro seggio andrà al Pd e sarà appannaggio dell’uscente Lorenzo Costa (654).
Il buon risultato ottenuto (10%) dalla lista di Sergio Costanzo, permetterà all’uscente di tornare in consiglio, rieletto grazie a 1.517 preferenze che ne fanno il consigliere più votato in città. Accanto a lui, altri due componenti della sua lista: Fabio Celia (643, il candidato che aveva creato imbarazzo a Ciconte per li video in cui era in compagnia di alcune persone coinvolte nell’inchiesta “Jonny”) e Cristina Rotundo (585). L’ultimo seggio disponibile andrebbe ad Alleanza Civica di Pino Galati: ad occuparlo, Giorgio Arcuri (415).

CICONTE DIVENTA SINDACO Nel caso in cui fosse Vincenzo Ciconte a superare Sergio Abramo al ballottaggio, i rapporti di forza si invertirebbero. 19 consiglieri andrebbero a supportare Ciconte, solo 10 per Abramo. Quest’ultimo perderebbe quindi un seggio di Federazione Popolare (Battaglia), un seggio di Catanzaro con Sergio Abramo (Talarico), tre seggi di Catanzaro da Vivere (Carrozza, Lobello e Praticò), due seggi di Forza Italia (Celi e Migliaccio), un seggio di Obiettivo Comune (Costanzo) e uno di Officine per il Sud (Gironda). Un seggio sarebbe occupato quindi proprio da Abramo.
Ciconte, invece, guadagnerebbe un altro seggio per l’Udc che sarebbe occupato dall’uscente ex forzista Antonio Corsi (568, rieletto); due seggi per Svolta Democratica che andrebbero all’uscente Manuel Laudadio (418, rieletto) e a Raffaele Sestito (373).
Un seggio in più anche per Catanzaro in Rete, appannaggio di Emanuele Ciciarello (679) e per S&D grazie al quale troverete posto in consiglio Maurizio Mottola di Amato (375) che aveva ritirato la propria candidatura a sindaco per convergere nella coalizione di Ciconte.
Arriverebbe a cinque seggi Fare per Catanzaro: ai già citati Costanzo, Celia e Rotundo, si aggiungerebbero gli uscenti Giuliano Renda (497, rieletto) e Domenico Concolino (471, rieletto), entrambi ex maggioranza di Abramo.
Un posto in più anche per Pd e Psi: per i democratici, tornerebbe in consiglio comunale Vincenzo Capellupo (440, rieletto) mentre per i socialisti di Piero Amato, spazio all’avvocato Alessandro Tassoni (210), figlio dell’ex vicesindaco dell’era Rosario Olivo.
Fuori dal Consiglio, in ogni caso, le liste a sostegno di Ciconte: “Salviamo Catanzaro” dell’avvocato Francesco Pitaro, Primavera a Catanzaro/Idv e Pensionati d’Europa che non hanno raggiunto il quorum. Tutto quanto sopra esposto, però, potrebbe essere messo in discussione dalla mancata chiusura del seggio numero 81, i cui verbali sono tuttora al vaglio della Commissione elettorale. Non sono stati resi noti ulteriori elementi, ma è possibile che siano state riscontrare alcune irregolarità.

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