Ven. Ago 12th, 2022

Continua l’emergenza sbarchi in Calabria. La Regione sarebbe al limite della capacità di accoglienza e a confermarlo sono i numeri delle ultime ore.
Sono 1.066 i migranti giunti ieri nel porto di Reggio Calabria a bordo della nave “Vos Hestia” di Save the Children. 835 uomini, 231 donne. 296 i minori: di questi, 55 non sono accompagnati. Provengono quasi tutti dall’Eritrea, dalla Somalia e dal Bangladesh. Sei migranti sono arrivati in Calabria affetti da varicella, 250 i casi di scabbia. Sei le donne in stato di gravidanza scese dalla “Vos Hestia”, tutte incinte di pochi mesi. Il sospetto è che le donne siano state vittime di violenza in territorio libico, prima della partenza. Una donna somala, all’ottavo mese di gravidanza con flebite, edema bilaterale alle caviglie e ferita infetta alla mano destra, è stata trasbordata su un’altra nave per il necessario ricovero in ospedale. Quattro minori sono sotto osservazione: un neonato di quattro giorni, apparentemente in buona salute, e un bambino libico di dieci mesi affetto da danno cerebrale ipossico postpartum, in condizioni stabili, un altro neonato di un mese e mezzo, ed un bambino eritreo di tre anni con esiti di frattura, non trattata, della gamba destra con esiti deformanti. Pronto il trasferimento anche in Sicilia Operativa sin dal primo mattino la macchina dell’accoglienza e di primo soccorso: oltre alla Prefettura di Reggio Calabria e alle forze dell’ordine, impegnati ad accogliere i 1066 migranti anche gli operatori del 118, dell’Usmaf, della Caritas e di altre associazioni di volontariato. La Protezione civile regionale ha provveduto ad allestire per i 250 casi di scabbia il sistema di docce pressurizzate per il trattamento dermatologico. Per la prima volta, il Piano di riparto approntato prevede il trasferimento di un gruppo di cento migranti in Sicilia: 50 ad Agrigento, 25 ad Enna e 25 a Messina. Agli sbarchi senza fine il governo risponde con una richiesta formale all’Unione europea affinché intervenga concretamente. L’alternativa è la chiusura dei porti alle navi delle ong straniere. Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri, la situazione diventerebbe, infatti, ingestibile.

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