Dom. Mag 9th, 2021

La prosa è lunga e articolata, come si conviene ai documenti che debbono solo creare una cortina fumogena a protezione di accordi e inciuci politici difficilmente digeribili. Anzi, più è indigeribile l’inciucio, più deve essere adeguata la cortina fumogena. È il caso delle tre pagine vergate dal sindaco di Rende Marcello Manna per mimetizzare la sostanza dell’accordo politico, in omaggio al quale si rende necessario quello che il suo documento condensa nelle sue ultime tre righe: «ll sindaco si impegna ad azzerare la giunta, i ruoli istituzionali e di governo attivi e ad avviare con le forze che condividono tale percorso il nuovo assetto istituzionale».
Quale il “percorso” Manna non lo indica in termini politici ma, anche qui, ricorre a un libro dei sogni dove c’è di tutto, dalla pista ciclabile alla conurbazione Cosenza-Rende-Arcavacata, dall’ospedale alla rete fognaria. Insomma di tutto e di più, sia pure in ordine sparso e con un generico riferimento al fatto che attorno a tale progetto si sarebbero «già materializzate le più ampie convergenze tra le forze istituzionali».
Quali siano queste “forze istituzionali” e chi le abbia rappresentate al tavolo il documento del sindaco Manna non lo dice. Unico dato certo è che quel documento nasce da una sinergia (politica?) tra Marcello Manna e la deputata Enza Bruno Bossio.
Sempre lodevole l’incontro tra due mondi politici, ma nella fattispecie si tratta di stravolgere il risultato uscito dalle urne appena tre anni prima, quando Manna ha chiesto i voti ponendosi come alternativa al Pd e al centrosinistra strappandogli quello che per una vita è stato il feudo della famiglia Principe. Adesso, con un colpo di mano, il sindaco ha intenzione di cambiare l’attuale maggioranza, che pure circa tre mesi fa ha sottoscritto un accordo programmatico in forza del quale Manna aveva assegnato le deleghe di due assessorati e il ruolo di presidente del Consiglio ad “Alternativa Popolare”, mentre un altro assessorato è andato a “Forza Italia” e un’altro a “Rende bene Comune”. Non poteva pensarci tre mesi prima a questo “percorso” innovativo?
E soprattutto, con quali forze Manna intende inaugurare questa nuova fase? Forse con spezzoni che invece di un riferimento politico hanno una comune “appartenenza” a gruppi di potere? Se così fosse l’accordo si trasformerebbe in una sorta di “poltronificio” destinato a offrire un posto al sole a chi, come i consiglieri di minoranza Verre e Cuzzocrea, sono reduci dall’infruttuosa candidatura a sindaco in contrapposizione a Manna. Certo, sarà difficile spiegare come si fa a nominare assessori due antagonisti che, in campagna elettorale, hanno seguito una linea di attacco decisamente alternativa al programma dell’attuale primo cittadino. Proprio per questo serve un cortina fumogena capace di ammantare di larghe intese un accordo locale dagli obiettivi ancora tutti da chiarire.
E qui, sostengono in molti, c’è da cercare lo zampino di Nicola Adamo e dell’onorevole Bruno Bossio. Entrambi avrebbero indicato il loro uomo a garanzie dei futuri assetto rendessi in Fabrizio Totera al quale andrebbe uno degli assessorati “a garanzia”. L’altro verrebbe riservato a Maria Francesca Corigliano, esponente di spicco del centrosinistra cosentino, rimasta a bocca asciutta dopo il tramonto dell’ipotesi di una chiamata da parte di Mario Oliverio in giunta regionale.
Così anche Oliverio finisce cooptato nel “percorso” annunciato dal sindaco Manna. Potrebbe non bastare e potrebbe mettersi di traverso, rispetto al progetto Adamo-Manna proprio il Pd o meglio quel che resta dell’ala renziana del Pd attorno al segretario regionale Ernesto Magorno. Una eventualità che verrebbe scardinata con un ritorno della triade cosentina dalle parti della sinistra bersaniana e sotto l’ombrello di Giuliano Pisapia. Fantapolitica? Basterebbe chiederlo all’avvocatessa Anna Falcone, amica ed ex componente dello studio legale Manna oggi esponente di primo piano del rassemblement che sta nascendo a sinistra del Pd. Nelle scorse settimane, grazie ai suoi buoni uffici, Marcello Manna è salito a Roma per un incontro proprio con l’ex sindaco di Milano. Ci è andato da solo? Non proprio, lo avrebbe accompagnato Enza Bruno Bossio. A pensar male si fa peccato, ma molto spesso…

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