Sab. Giu 25th, 2022

Qualche giorno prima delle elezioni amministrative di Placanica, nella notte fra l’8 e il 9 giugno, è stato appiccato un incendio che ha distrutto alcune piante di ulivo di proprietà di uno dei due candidati a sindaco, Gerardo Clemeno, oggi consigliere di minoranza.
L’episodio, su richiesta dell’opposizione, è finito tra i punti all’ordine del giorno del primo Consiglio post elezioni. Il consigliere Gerardo Clemeno, assente al Consiglio per motivi personali, ha incassato la solidarietà dei suoi colleghi di minoranza, ma non quella dei consiglieri della maggioranza capitanata dal sindaco Antonio Condemi, i quali hanno preferito astenersi.
«Ho denunciato subito il fatto alle forze dell’ ordine – ha detto Clemeno – ma non ho voluto parlarne durante la campagna elettorale. Nella stessa notte è stata sfondata la porta dell’ex panificio di proprietà della mia famiglia. Magari si tratta di atti vandalici non collegati alle elezioni, ma sinceramente mi aspettavo una maggiore attenzione e sensibilità da parte della maggioranza».
«Mentre a Roma il Parlamento, è notizia di questi giorni, inasprisce le pene per le intimidazioni agli amministratori locali, di cui la Calabria detiene il triste record nazionale, il sindaco e la maggioranza si sottraggono al dovere di condannare un atto violento che ha riguardato un loro collega», fa notare il consigliere di minoranza Ilario Mongiardi. «Condemi ha fatto una dichiarazione generica contro gli atti violenti ma, al momento del voto la sua maggioranza si è astenuta».
Motivando l’astensione, il capogruppo di maggioranza Anthony Chiera ha dichiarato che il terreno colpito dall’incendio stava per essere ceduto ad altro proprietario. «E questo cosa vuol dire – chiede Clemeno – che l’obiettivo dell’atto violento non ero io? Senza tenere conto del fatto che la famiglia interessata al terreno è quella di Andrea Costa, un candidato della mia stessa lista». «La verità – aggiunge il consigliere Mongiardi – è che la maggioranza ha palesemente evitato di esprimere solidarietà a Clemeno quindi condannare senza tentennamenti il vile gesto».
«Di fronte a gaffe come queste – continua Mongiardi – alcuni sindaci sono stati costretti anche a dimettersi. Del resto alle “leggerezze” di Condemi siamo abituati. È lo stesso che ha convocato un consiglio straordinario durante la settimana pre-elettorale per discutere di un punto che di straordinario aveva poco. Ed è lo stesso che nel Consiglio di insediamento si è presentato senza chiedere ai consiglieri la documentazione per accertare l’assenza di condizioni di ineleggibilità, secondo quanto previsto dalla legge. Se questa è la partenza della nuova amministrazione, mi chiedo cosa ci riserverà Condemi in futuro».

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