Mar. Mag 18th, 2021

Realizzato un albergo con i fondi Por, realmente spesi per portare a termine il progetto. La soddisfazione del vicepresidente Viscomi, presente all’inaugurazione: «Davanti a me, c’è una comunità intera che ha deciso di mettersi insieme e sostenere pubblicamente l’iniziativa privata»

Locri, Calabria, 23 giugno 2017: un albergo che avvia la sua attività fa notizia. Sì, perché nonostante siamo in un’area in cui mare e cultura potrebbero rendere ricco il territorio e i suoi imprenditori, fino a ieri non c’era ancora una struttura ricettiva all’altezza delle richieste di chi volesse conoscere le meraviglie della zona.

Un controsenso, un paradosso, ma non è certo un caso isolato in Calabria. Terra rigogliosa di emozioni e potenzialità, ma economicamente arida: il giogo che la attanaglia è sempre quello tristemente noto della ‘ndrangheta. Anzi, quello della cultura mafiosa che come un tarlo s’insinua silenziosamente nella mente dei suoi abitanti, abituati a non vedere cambiare le cose.

Ecco perché un hotel 4 stelle che nasce, fa notizia: è una novità, segna un cambio di rotta, è un simbolo che dice che c’è ancora qualcuno che ci crede nella propria terra e nella possibilità di fare impresa in Calabria.

Contrada Moschetta, appena fuori Locri, è una popolosa frazione, praticamente un borgo di 1200 abitanti, ad un tiro di schioppo dagli scavi archeologi di Locri Epizefiri, il sito che nasconde sotto terra i segreti di una civiltà millenaria ancora da scoprire. Poco più in là, risalendo la 106 ionica, furono ripescati i famosi Bronzi di Riace e l’antica Kaulon, oggi Monasterace, si affaccia sul mare e da esso rischia di essere pezzo per pezzo fagocitata.

Ecco spiegata quindi l’enfasi sulla vicenda, accentuata da una circostanza non usuale per la Calabria: i soldi per l’opera, provenienti dai fondi Por, sono stati realmente spesi per portare a termine il progetto.

Che non si tratti quindi di una notizia di secondo piano, lo conferma poi la presenza, all’inaugurazione, del vicepresidente della giunta regionale Antonio Viscomi, la cui sensibilità istituzionale lo ha portato a sottolineare il valore sociale dell’opera: «Sono felice di essere qui per diversi motivi – ha detto nel corso del suo breve intervento prima di tagliare il nastro assieme ai proprietari e al sindaco di Locri Giovanni Calabrese -, tra questi c’è sicuramente il fatto che oggi, davanti a me, c’è una comunità intera che ha deciso di mettersi insieme e sostenere pubblicamente l’iniziativa privata. Ecco, in questo concetto c’è quello che mi piace descrivere come capitale sociale, ovvero la disponibilità dei cittadini a stare insieme, a contribuire, a fare squadra affinché il successo del singolo sia il successo della collettività».

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