Ven. Mag 7th, 2021

8 mesi di lavoro al Fisco. E’ quanto emerge dal nuovo report firmato dalla Cna. Per il 2016 Reggio Calabria “si é confermato il capoluogo di provincia che maggiormente tartassa le piccole imprese”, con un “Total tax rate”, e cioé il peso complessivamente esercitato dal fisco, del 73,2% e il “Tax free day”, il giorno della liberazione dalle tasse, rimandato al 24 settembre. A Reggio Calabria, nello specifico, gli imprenditori hanno dovuto attendere il 24 settembre per cominciare a pensare a se stessi e alla propria famiglia. Lo rileva nel Rapporto “Comune che vai, fisco che trovi”, in cui si analizza la tassazione sulle piccole aziende in 135 città. L’anno scorso, si sottolinea nel dossier, sarebbero risultate “immutate anche le posizioni alle spalle della maglia nera”, anche se la pressione è lievemente scesa.
Seconda per incidenza del “Total tax rate” sulle piccole imprese è stata Bologna, con il 71,9%, e terza Roma, col 69,1%. Agli antipodi, dove cioé il fisco è più leggero, é Trento, col 53,9%, seguita da Gorizia (54,4%) e da Cuneo, Imola e Belluno (54,5%).
Per la Cna “la pressione fiscale in Italia è troppo elevata, qualunque dato si prenda”. Ma il problema vero “risiede piuttosto nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali”. E continua: “La tassazione dei redditi prodotti dalle persone fisiche non può essere diversa a seconda della differente modalità con cui si genera reddito. È arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato”. Tre gli obiettivi: ridurre la pressione fiscale garantendo, nel contempo, maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro; invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli; usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna.

ALESSANDRA BEVILACQUA

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