Mer. Mag 12th, 2021

È accaduto tutto tra la notte di mercoledì e giovedì, sulla rampa d’accesso alle bretelle del torrente Calopinace, qui sono state ritrovate nove bombe, un mitragliatore kalashnikov con due caricatori, uno dei quali vuoto, e due fucili a canne mozze calibro 12, nascosti in sacchi neri e buttati come se fossero immondizia.

Questa è la scena che si sono trovati sotto gli occhi gli uomini della Squadra volanti della questura di Reggio Calabria, il ritrovamento è stato possibile grazie ad una segnalazione arrivata in sala operativa, non si esclude che il proprietario del materiale pericoloso sia proprio chi ha chiamato in questura, qualcuno che voleva sbarazzarsi di tutto quel pericoloso ferro. Nessuno dei fucili era funzionante, ma le bombe potevano essere molto pericolose. Il rischio che qualcuno, colpendo accidentalmente un sacco o sollevandolo per rimuoverlo, le innescasse era una fatalità presente.

Grazie allo sguardo attento degli agenti delle Volanti è stato possibile portare tutto in via di sicurezza. La squadra che è intervenuta ha visto un cavo elettrico che usciva da uno dei sacchi e ha deciso di chiamare gli artificieri. Per operare in sicurezza, i tecnici hanno fatto evacuare persino un palazzo vicino e solo dopo molte ore di lavoro sono riuscite a disinnescarle.

Sicuramente la città di Reggio Calabria sta cambiando, lo pensano ormai in molti alla luce del clima di crescente tensione, negli ultimi mesi si registrano sempre più frequenti attentati e fatti di sangue, c’è una giovane generazione di piccoli aspiranti boss si affaccia sulla scena criminale della città.

Giovanissimi che iniziano a pretendere spazio e ruolo approfittando del vuoto di potere aperto da arresti, processi e condanne. Questa è un’ascesa preoccupante.

(fonte corriere della calabria)

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