Ven. Mag 7th, 2021

Il 56enne, detto “u capra”, ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo alias “Staccu”, è stato bloccato a San Luca. Deve scontare una condanna a 28 anni. Il suo nome era inserito nell’elenco dei 5 latitanti più pericolosi d’Italia. La soddisfazione del ministro Minnit

Fine della latitanza per Giuseppe Giorgi, “u capra”. Ricercato dal ’94 e da tempo inserito nell’elenco dei 5 latitanti più pericolosi d’Italia, il boss 56enne, considerato al vertice del clan Romeo “Staccu” è stato scovato a San Luca, nel palazzo-fortino di famiglia, dopo una perquisizione di oltre sei ore.

IL BLITZ Giorgi era nascosto in un bunker ricavato sopra il camino nell’appartamento di una delle figlie. Il nascondiglio, grande poco più di un loculo e pensato per sfuggire ad un blitz, ma non per lunghe permanenze, era persino nascosto da un masso che si spostava grazie ad un complicato meccanismo. Ma non è sfuggito all’occhio attento dei carabinieri, che questa notte alle 3 hanno fatto irruzione nel palazzo ed hanno trovato il letto del latitante disfatto e ancora caldo. Un segnale chiaro che il boss era lì, nascosto in casa. E ha dato il via alle operazioni di perquisizione.

UN COVO IMPENSABILE Dopo oltre sei ore, quando i militari hanno iniziato a rompere le pareti del soggiorno, Giorgi si è arreso e si è fatto sentire. Ci è voluto del tempo però per sbloccare il complicato congegno d’accesso per permettere al boss di strisciare fuori. “Prima o poi doveva succedere” ha detto alle figlie, che abitano in quel palazzo e preoccupate hanno assistito per tutta la notte alla perquisizione. Poi, rassegnato, si è fatto ammanettare.

DALLA DROGA ALLE CARRETTE DEL MARE In fuga da oltre 23 anni, Giorgi deve scontare una condanna a 28 anni e 9 mesi per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Ma quello della droga, secondo il pentito Francesco Fonti, non sarebbe stato il suo unico ramo di attività. A detta del collaboratore, Giorgi avrebbe avuto un ruolo importante sia nel traffico di sostanze radioattive, gestito dai clan aspromontani nei primi anni Novanta, sia nello smaltimento di rifiuti tossici con le cosiddette navi dei veleni, carrette del mare cariche di scorie fatte affondare nel Mediterraneo.

LA SODDISFAZIONE DI MINNITI Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, per l’ operazione, eseguita oggi dai carabinieri di Reggio Calabria e dallo squadrone cacciatori di Calabria, che ha portato all’arresto di Giuseppe Giorgi, ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo alias Staccu della ‘ndrangheta e ricercato dal 1994. «L’arresto di Giorgi, già condannato per associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi – ha sottolineato Minniti – è un grandissimo successo investigativo che conferma il quotidiano impegno sul fronte della criminalità organizzata delle forze di polizia e della magistratura».

(fonte Corriere della Calabria)

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