Mar. Mag 18th, 2021

Antonio Vottari, l’uomo che venerdì scorso ha omaggiato il boss Giorgi dopo l’arresto, è stato intervistato dal Tgr Calabria: sono pentitissimo di quello che ho fatto, non sono un mafioso

«Io non avevo alcuna intenzione di baciare la mano a Giorgi. Volevo solo salutarlo e abbracciarlo perché non lo vedevo da 20 anni e perché le nostre famiglie hanno rapporti da molto tempo. Per me è un amico fraterno. Chiedo scusa ai miei paesani per avere combinato questo casino. E anche alle istituzioni perché io vivo da sempre nella legalità». Lo ha detto, in un’intervista al Tgr della Calabria, Antonio Vottari, l’uomo che venerdì scorso ha baciato la mano al boss Giuseppe Giorgi subito dopo il suo arresto.
«È stata una cosa – ha aggiunto Vottari – non voluta. Io ho sempre lavorato onestamente, i miei paesani sanno tutto di me, non sono mafioso e non copro nessuno. Sono pentitissimo di quello che ho fatto perché non era mia intenzione fare un gesto del genere. Un gesto insano, se potessi tornare indietro non rifarei il baciamano, ma un abbraccio glielo darei ben volentieri».
«Io e Giorgi – ha affermato ancora Vottari – abbiamo rapporti anche come famiglie da molti anni. Suo padre ha battezzato mia sorella, mia sorella ha battezzato lui. Giorgi non aveva bisogno certo del baciamano». «Non sta a me giudicare – ha detto ancora Vottari – se Giuseppe Giorgi è un boss o non è un boss. Per me è solo un amico fraterno. Qui, però, ormai, bisogna stare attenti. Qualsiasi cosa si fa, si massacrano le persone. A San Luca non viviamo più tranquillamente perché siamo tutti etichettati come mafiosi. Ed è una cosa che ci fa male».

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