Ven. Mar 5th, 2021

Sono state sei le minacce che ha subito la cooperativa. «Nella commercializzazione dei prodotti abbiamo instaurato un nuovo metodo e alla ‘ndrangheta questo fa paura»

GIOIA TAURO – «E’ il cambiamento che fa paura». E’ la lettura che fa don Pino De Masi, referente di Libera per la Piana, animatore e fondatore della cooperativa Valle del Marro, dopo le pesanti intimidazioni avvenute nei giorni scorsi nei terreni gestiti dalla coop. Sono state 6 le minacce subite dalla cooperativa, l’ultima in ordine di tempo martedì notte, quando ignoti dopo avere forzato il cancello d’ingresso, hanno tagliato i tubi di irrigazione di una piantagione di kiwi, da poco avviata su un terreno confiscato alla cosca di ‘ndrangheta Molè-Speranza. I criminali hanno anche rubato gli impianti elettrici, le pompe idrauliche ed il dissabbiatore.

La scorsa settimana la cooperativa aveva subito altri furti di attrezzature e danneggiamenti tra cui un incendio di ulivi secolari a San Procopio. E su queste vili azioni concretizzatesi con vari raid criminali, il parroco di Polistena, che nel 2004 ha fondato la cooperativa Valle del Marro su dei beni confiscati alle cosche ‘ndranghetiste, ha le idee chiare, «in agricoltura soprattutto nella commercializzazione dei prodotti abbiamo instaurato un nuovo metodo. E in un ambiente come il nostro – osserva – dove a dettare le regole sono state sempre le stesse persone legate alla criminalità organizzata e alla ‘ndrangheta questo fa paura». «La lettura che posso dare – spiega il sacerdote – è proprio questa: bloccare il cambiamento, intimidire i ragazzi in modo tale che questo mutamento in atto non abbia un seguito né in loro, né in altre persone. Ma hanno fatto i conti male perché il cambiamento continua».

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