MANDAMENTO JONICO: L’ARCHITETTO SIDERNESE CHE NON VOLEVA LAVORARE GRATIS

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Continuano ad emergere dettagli sull’operazione denominata “Mandamento Jonico”. La maxi inchiesta conferma come le cosche della provincia di Reggio, e in particolare quelle della Locride, siano sempre il centro propulsore delle iniziative dell’intera ‘ndrangheta, “cuore e testa pensante dell’organizzazione, nonché principale punto di riferimento di tutte le articolazioni extraregionali, nazionali ed estere”. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, i carabinieri del Ros sono riusciti a dimostrare come le cosche della Locride avessero praticamente il monopolio degli appalti. Ed è proprioa ttraverso una intercettazione che emergerebbe un dialogo tra un professionista sidernese ed un conoscente. Nel dialogo, l’architetto farebbe riferimento ad una sorta di attività estorsiva messa in piedi proprio dal clan Commisso. “A me qualche giorno mi arriva pure a me qualche cosa” si sente nell’intercettazione, secondo gli inquirenti l’architetto fa riferimento al timore di essere coinvolto in una inchiesta giudiziaria. E poi ancora: “Io non mi accontento, io non pago nessuna mazzetta, io non lavoro sotto costo”. Il blitz scattato lo scorso 4 luglio contro le cosche della Locride che ha portato all’arresto di 116 persone, gli indagati sono 291.

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