MONASTERACE: BARRIERE A MARE, I DUBBI DEL M5S

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Invocata l’istituzione di un’apposita commisione d’inchiesta. Il portavoce Spanò: “Previste le barriere a “T”, perchè cambiare adesso ?”

“Non ci convince per niente la soluzione delle barriere sulla battigia, il finanziamento era specifico con progetto definitivo e dopo studi approfonditi che prevedeva le barriere a “t” in mare, perchè dunque questo cambiamento che ai più appare come a “solita soluzione all’italiana” e cioè si promette una cosa e se ne fa puntualmente un altra? credo a questo punto se non sia il caso di una commisione d’inchiesta, la cosa che era chiarissima prima ora non lo è più, l’opinione pubbica ha diritto di sapere!!!”.
Il portavoce del M5S Rocco Spanò con queste parole contesta il nuovo piano definitivo delle barriere a mare opera in corso di svolgimento a Monasterace e chiede intervento dei suoi parlamentari. Il piano esecutivo, che pur prevede una barriera soffolta, sia pure a circa 40 metri dalla battigia e senza le cosiddette T per l’appunto è stato redatto dopo diverse riunioni in cui si è stabilito di non fare un intervento troppo invasivo per tutelare la storia millenaria di Kaulonia, l’attuale Monasterace, dove vi è un tempo sommerso proprio sui fondali marini.
Insomma una scelta conservativa legittima, che per ha portato ad un cambiamento radicale del piano progettuale preliminare che vedeva appunto una barriera da 460 metri, ma che andava collocata ancora più distante dalla battigia con le classiche T a mare.
Il tempo ci dirà quale sia la soluzione più giuste per tutelare un patrimonio millenario, ricordando che forse il problema dell’area archeoogica di Monasterace era a monte, visto che i primi articoli erano stati lanciati dal nostro giornale nel 2011, oltre due anni e mezzo prima dell’incredibile mareggiata che ha distrutto una grossa fetta di storia del paese.

VINCENZO RACO

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