Sab. Ago 13th, 2022

“Non c’è più tempo da perdere: se vogliamo sconfiggere la ‘ndrangheta, e la sconfiggeremo, questo obiettivo deve essere il nostro orizzonte e quello che stiamo facendo oggi qui è straordinariamente importante”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti oggi a Polsi per un incontro sul tema “Madonna di Polsi, la simbologia del santuario tra sacro e legalità”. Per Minniti è necessario, però, invitare alla reazione sociale e dire che parole come fede, dignità, amore, onore non hanno nulla a che vedere con la ‘ndrangheta che è un nemico mortale. Un luogo, il Santuario di Polsi, che si porta addosso un fardello grande: il pregiudizio. L’incontro è stato promosso dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari e dal vescovo della Diocesi di Locri-Gerace,Mons. Francesco Oliva. Hanno partecipato, oltre al Ministro dell’Interno, Marco Minniti, le più alte autorità civili, militari e religiose della regione. Un’iniziativa finalizzata a ristabilire, anche simbolicamente, la sovranità dello stato su un luogo diventato simbolo della prepotenza mafiosa. In apertura il Coro dell’Unione dei Cori parrocchiali della Diocesi di Locri- Gerace ha intonato un’antologia di rosari che, secondo la tradizione, accompagnano nelle loro preghiere i pellegrini in visita al Santuario eletto dalla ‘ndrangheta come luogo di ritrovo dei capi in occasione della festa della montagna a settembre. Sono seguiti gli interventi del Rettore del Santuario, don Tonino Saraco, del Presidente della Regione, Mario Oliviero, del Sindaco Metropolitano, Giuseppe Falcomatà e del Presidente della Conferenza Episcopale Calabrese, Mons. Vincenzo Bertolone che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa in quanto rappresenta un ulteriore segno dell’attenzione dello Stato verso il territorio della Locride, dopo la visita del Capo dello Stato a Locri, in occasione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno. “Oggi parte da qui un segnale importante” ha chiosato il governatore calabrese Mario Oliverio ad apertura del suo discorso. “Che il Santuario di Polsi diventi presto luogo simbolo della genuinità della fede di tanti credenti. Venire qui ne è valsa la pena, questo santuario è il luogo centrale del rapporto tra chiesa e mafia. Ecco perché siamo qui insieme per lanciare un grande messaggio di speranza alle persone perbene di questa terra. Oggi questa squadra Stato ha piantato un grande albero della vita in un luogo simbolico a cui sono legate da secoli le generazioni di questo territorio”” è stato, invece, l’auspicio del prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, di ritorno dal Santuario di Polsi a conclusione dell’incontro.
Mons. Oliva da canto suo ha ringraziato, in particolare, il Ministro dell’Interno e le autorità intervenute per l’attenzione riservata al Santuario e alla gente della Locride, soprattutto perchè la loro presenza incoraggia e rafforza l’opera intrapresa dalla Chiesa per riportare l’immagine del Santuario a luogo di culto e di preghiera
“L’evento, ha affermato il presule, dal valore fortemente simbolico, deve, tuttavia, tradursi in un’azione formativa rivolta soprattutto ai giovani per indirizzarli verso la legalità e sviluppare in loro una coscienza civica”. Il Comandante Generale dei Carabinieri ha confermato l’impegno e la determinazione dell’Arma nel combattere la mafia, non solo in Calabria ma in ogni luogo essa alligni. Allo stesso modo il Procuratore Distrettuale Antimafia, Federico Cafiero de Raho: “E’ un luogo comune, ha tuonato , affermare che la ‘ndrangheta fondi il suo potere sul consenso sociale in quanto offre lavoro: in realtà chi lavora con la ‘ndrangheta ne diventa schiavo”.

INTERVENTI ALL’INTERNO DI TG NEWS

ALESSANDRA BEVILACQUA

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