Lun. Apr 19th, 2021

È quanto emerge dagli studi di Legambiente relativi al periodo 2001-2011. La città dello Stretto condivide il “primato” con Palermo. In Italia vengono consumati 30 ettari di suolo al giorno

Quanti sono gli immobili abusivi abbattuti a Reggio Calabria dal 2001 al 2011? Zero, nessuno. A confermarlo è Legambiente che a Rispescia, in occasione di Festambiente, ha presentato i numeri relativi alle demolizioni di strutture illegali su tutto il territorio italiano. Reggio condivide il triste primato con un’altra grande città del Sud, Palermo.
Secondo l’associazione ambientalista, la media giornaliera di consumo di suolo è di poco meno di 30 ettari tra novembre 2015 e maggio 2016. Gli abusi edilizi, invece, solo l’anno scorso sono stati 17mila. Le demolizioni, tuttavia, sono al palo: dal 2001 al 2011 solo il 10,6% degli immobili è effettivamente andato giù. Per Legambiente «in Italia è ancora fortissima la tendenza a cementificare disordinatamente il suolo libero. Un consumo dovuto principalmente alla costruzione di nuove infrastrutture, di insediamenti commerciali e all’espansione di aree urbane a bassa densità, senza dimenticare la marea grigia di cemento illegale».
Tra novembre 2015 e maggio 2016 le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 50 chilometri quadrati di territori ovvero, in media, poco meno di 30 ettari al giorno. In termini assoluti, il consumo di suolo ha intaccato ormai 23.039 chilometri quadrati del nostro territorio. Le aree più colpite risultano essere le pianure del Settentrione, dell’asse toscano tra Firenze e Pisa, del Lazio, della Campania e del Salento, le principali aree metropolitane, delle fasce costiere, in particolare di quelle adriatica, ligure, campana e siciliana. Ancora nel 2016, in 15 regioni viene superato il 5% di consumo di suolo con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto (oltre il 12%) e in Campania (più del 10%). Riguardo agli abusi, per Legambiente non si parla di “abusi di necessità”, un fenomeno terminato alla metà degli anni Novanta, ma di soggetti organizzati che hanno tirato interi quartieri, in aree dove controllano tutto e così negli anni abbiamo consumato il 66% delle coste calabresi, oltre il 50% di quelle campane e siciliane. E se il cemento illegale avanza velocemente le demolizioni di immobile abusivi procedono con lentezza: in Italia, dal 2001 al 2011, solo il 10,6% degli immobili è effettivamente andato giù. Una percentuale che precipita al 4% nella provincia di Napoli e rasenta lo zero a Reggio Calabria e Palermo».

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