Dom. Apr 18th, 2021

Ugo Franco – Questa sera e domani ritorna nel centro storico di Bivongi il “Mercato della Badia”. Una ricorrenza storica, per i 211 anni d’indipendenza, che l’Amministrazione comunale desidera festeggiare con i cittadini e quanti turisti giungeranno in paese ma, uno tra gli eventi calabresi più noti che si sviluppa nel caratteristico centro storico dove chi entra si immerge in un percorso che ripropone il passato. In bella mostra i prodotti più rinomati come il vino, l’olio, il miele, i formaggi, i salumi e altro e quanto creato dalle maestranze locali nell’arte del ferro, del legno, del granito e del baco da seta e, ancora, gli artisti di strada, gli sbandieratori nelle vie illuminate da torce e lanterne.

Intorno al 1400 i casali di Bingi e Bibungi, ubicati sul lato sinistro del fiume Stilaro, diroccati nella zona del convento dei SS. Apostoli (sec. XI), scompaiono perché assorbiti da Bivongi, sorto sulla sponda destra dello Stilaro. Tutto avviene sotto lo stimolo della Certosa di Serra San Bruno di cui i casali ne erano possedimenti. La motivazione addotta dai monaci dei SS. Apostoli per il trasferimento di Bingi e Bibungi era che a Bivongi c’era più acqua e pianura per gli allevamenti. Si capì dopo che i monaci desideravano essere più liberi e non avere il “controllo” dei due casali.

Dopo qualche anno, in occasione della presenza dei certosini in paese, i Bivongesi chiesero di poter ricordare il trasferimento di “Bingi et Bibungi” istituendo una grande festa. Ecco così, la nascita del “Mercatu da Batìa”, nome derivato dalla casa dell’abate, sita nel cuore del centro storico, dove i certosini risiedevano in occasione delle loro visite a Bivongi.

Nel 1806, Giuseppe Bonaparte, emanò un decreto che abolì le università e istituì i Comuni. Con tale decreto Bivongi, dopo 713 anni, acquisì la propria indipendenza liberandosi dalla giurisdizione della Certosa.

Un avvenimento storico per il paese che per ricordare l’evento ricorse al “Mercatu da Batìa”, espandendolo e facendolo divenire istituzione. La festa si presentò rinnovata in fiera-mercato sempre nel rione Batìa entrando nella tradizione bivongese e calabrese.

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