Il capogruppo Cdl a palazzo Campanella, Francesco Cannizzaro, ritorna sulla questione della società di Locri “Call&Call”

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«Mortificante politicamente, devastante umanamente. La vera emergenza in Calabria è il “poltronificio” regionale a cui, senza alcuna vergogna, ambisce l’intera maggioranza di governo regionale e che, senza scrupolo alcuno, affossa tutte le problematiche vere di cui il nostro territorio è vittima». A dirlo, in una nota, è il consigliere regionale Cdl, Francesco Cannizzaro.
«E così, mentre il Pd regionale decide di andare in vacanza, la Calabria, per l’ennesima volta, viene considerata come terra di conquista e sfruttamento delle proprie risorse, sia in termini professionali che di ricaduta occupazionale. Infatti – spiega -, la società “Call & Call” di Locri, dopo una sciagurata decisione aziendale, sta mettendo a serio rischio il futuro di 129 dipendenti della stessa struttura. La società committente di detta azienda, Engie Italia, attraverso fumose e pretestuose motivazioni, ha deciso di spostare le sue attività in altra regione, in Puglia per l’esattezza, dove sarebbero pronti ad assumere 70 nuove figure per continuare ciò che in Calabria si vorrebbe interrompere. Assurdo ed immorale, come spesso accade nella nostra amata e sempre depredata terra ma, ahimè, la politica di mal governo regionale, ha deciso che tutto ciò non rientra fra le priorità da affrontare. Prima vengono le poltrone da dividersi! Quindi la soluzione è aspettare che un simile epilogo travolga il futuro di 129 famiglie della locride per poi rilasciare le solite parole di circostanza a dramma avvenuto? È immorale. Fondamentale era agire subito, sfruttare i residui margini esistenti di proficua contrattazione».
«Avevo preso atto della vicenda a luglio scorso, accogliendo l’appello congiunto del sindaco di Locri Giovanni Calabrese e di monsignor Francesco Oliva, ed incontrato, quindi, alcune realtà imprenditoriali presenti sul territorio, e subito dopo, constatata la manifesta volontà da parte di tutti a non voler perdere un solo posto di lavoro, davo incarico ai miei uffici di predisporre uno strumento efficace e tempestivo a coadiuvare l’azione delle autorità competenti al rientro dell’emergenza lavorativa. Avendo valutato – spiega ancora il consigliere regionale – ciò che accadde in Lombardia nel 2015 alla sede di Cinisello Balsamo della stessa società, volevano licenziare 186 unità, ed alle opportune contromisure che attivò la stessa regione per ovviare a tutto ciò, in data 1 agosto scorso ho depositato presso la segreteria del consiglio regionale della Calabria una mozione, la numero 88, che da mandato al presidente della Giunta ed all’intero esecutivo, di rideterminare quelle condizioni che per i lavoratori lombardi risultarono determinanti. Tutto ciò con la convinzione che l’intera assemblea regionale approvasse immediatamente la mozione consiliare incontrando la piena condivisione di tutti i colleghi consiglieri nel tentativo di risollevare una situazione drammatica e che, dopo la decisione di affossare le sedute di consiglio regionale programmate, oggi appare ancora più tragica per i 129 lavoratori calabresi».
«Settembre è terribilmente lontano e mentre i colleghi del Pd alla ricerca disperata di accordi e sotterfugi per un posto al sole di autunno si godranno le meritate vacanze, le famiglie di quei dipendenti della Locride il cui futuro è ormai sempre più incerto potranno solo sperare in un intervento “divino”. Auguriamoci che anche in extremis, quando il Consiglio “riaprirà i lavori”, il buon senso e le valide argomentazioni redatte nella mozione trovino un’unanime immediatezza d’esecuzione, con la speranza che il tempo per offrire una valida soluzione alle famiglie di quei dipendenti a rischio non si sia esaurito. Aiutarli ora – conclude Cannizzaro -, con i fatti, è un dovere morale ed istituzionale, commentarne l’epilogo fallimentare dopo sarebbe inaccettabile e vile».

corrieredellacalabria.it

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