Mer. Apr 14th, 2021

Non è la prima volta che durante il Kaulonia Tarantella Festival si verificano atti di intolleranza o peggio di danneggiamento nei confronti di chi in qualche modo decide o condiziona le regole del festival e di ciò che ruota intorno. Qualche hanno fa furono tagliate le gomme dell’auto della moglie del direttore artistico Mimmo Cavallaro, poi altri atti di danneggiamento di autovetture anche ad amministratori, fatti alcuni mai denunciati. Ieri è toccato alla signora Belcastro, unica “colpa” probabilmente essere la madre della sindaca in carica Kety Belcastro. Alla signora sono state tagliate, durante il secondo concerto del festival, le gomme dell’auto utilitaria parcheggiata in una stradina adiacente al centro storico. Il collegamento con l’attività istituzionale della figlia è chiaro, è quella la pista che stanno seguendo le forze dell’ordine. Un “no” di troppo che il sindaco avrebbe detto, potrebbe aver generato l’insano gesto, che non turberebbe almeno in apparenza, la serenità del primo cittadino che tira dritto per la sua strada. Quest’anno l’unica sostanziale novità, a parte le decisioni artistiche, è stato il blocco delle bancarelle sulla strada che porta in piazza Mese. Per il sindaco sono state applicate le rigide disposizioni della Prefettura di Reggio Calabria che, dopo la vicenda di Torino, hanno ristretto di molto gli obblighi legati all’ordine pubblico ed ai percorsi delle “vie di fuga”.  Qualche anno fa, ricorderete tutti, quando i venditori ambulanti salirono per protesta sul palco per bloccare i concerti, una stretta su bancarelle da parte delle forze dell’ordine e la Prefettura fecero faticare non poco l’allora sindaco Ninni Riccio, che dopo svariate trattative riusci, anche se in ritardo, a far ripartire i concerti e a concedere in via provvisoria le autorizzazioni richieste. Ovviamente quanto detto, sono solo ipotesi, che sono al momento al vaglio attento degli inquirenti, che non escludono novità. Le forze dell’ordine, in queste ore, stanno esaminando le immagini di telecamere di sicurezza dislocate nelle vicinanze del luogo dove sarebbe avvenuto il fatto, con la speranza di catturare qualche freme utile per risalire agli autori del gesto.

Giuseppe Mazzaferro | redazione@telemia.it

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