4 Dicembre 2020

Che nel mondo sia in atto un processo di disumanizzazione e di riduzione dei costi “ad ogni costo”, è ormai un dato certo e inequivocabile. Ma che a Caulonia Marina, nel profondo Sud, si possa vivere uno stato di disagio immane, per utenti ed operatori, nessuno lo avrebbe mai immaginato. Due sole operatrici agli sportelli e una impiegata, a far fronte alle esigenze di centinaia di utenti, che si riversano da tutto il comprensorio, anche a causa della soppressione di diversi uffici postali, soprattutto nelle aree più interne. Ciò può far comprendere lo stato inaccettabile del contesto. nonostante la cortesia, efficienza massima del personale e la “santa pazienza” di molti cittadini (ma non di tutti). Il servizio viene erogato, dunque, a costo di immani sacrifici del personale postale e degli utenti, se così possono essere considerati. Per alcuni, infatti, trattasi di “cavie” di un sistema inumano, in un mondo ormai scristianizzato dove il profitto la fa da padrone. I tempi di attesa, in questo periodo, causa il notevole afflusso di residenti e turisti, sono “inumani”. Da un lato, quindi, Poste Italiane non provvede a rafforzare la presenza di personale, anzi sembra ridurla; dall’altro i cittadini sono costretti a fare delle file interminabili e a perdere giornate intere, magari per spedire una semplice lettera o per svolgere una operazione. Per non parlare di ammalati, diversamente abili, anziani. Come possono approcciare al servizio queste persone? Di chi è la responsabilità di questo “Stato” di cose? Si possono trovare dei rimedi? Se la situazione dovesse perdurare in questi termini potrebbe degenerare. Alcuni migranti che dimorano nella Locride, hanno espresso, rispetto alla situazione dell’Ufficio di Caulonia Marina, che in Africa il servizio è più efficace e che ci sono molte unità lavorative negli uffici.

Facebook Comments

Di

CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.