Ven. Apr 23rd, 2021

Una fotografia amara quella sulla conta degli incendi in Calabria stilata dalla Protezione Civile della Calabria. In due mesi, ovvero dal 15 di giugno al 10 di agosto, sono stati 5.155 i roghi appiccati su tutto il territorio regionale. Una cifra allarmante. Specie se paragonata a quella relativa allo stesso periodo del 2016, quando gli incendi erano stati poco èiù della metà. Una estate rovente, insomma, e non è una metafora. Il territorio che ha sofferto maggiormente in questo arco temporale è stato senza ombra di dubbio Cosenza con 1675 interventi segnalati, a seguire Catanzaro con 1088 e Reggio Calabria con 969, in coda Crotone con 573 incendi. Un quadro da brividi se poi si incrociano anche i dati relativi all’estensione dei focolai e dell’andamento degli incendi. Va detto, inoltre, che tali numeri fanno riferimento ad una analisi satellitare che tiene in considerazione solamente gli incendi di dimensioni areali uguali o superiori a 30 ettari. Esclusi pertanto dalla statistica circa il 20% del totale degli incendi. Fa riflettero, poi, il fatto che quasi la totalità dei roghi registrati sono innescati dall’uomo.
Duro l’intervento in proposito di Legambiente secondo cui «in Calabria le più banali attività di prevenzione e di difesa attiva dagli incendi boschivi sono state ignorate, a partire dalla comunicazione pubblica sul nuovo numero unico da chiamare in caso di incendio, per non parlare del catasto delle aree percorse dal fuoco non realizzato dalla gran parte dei comuni e senza il quale i divieti previsti dalla legge 353/2000 non vengono applicati. Insomma degli incendi nella nostra Regione si continuerà a parlare solo per la disorganizzazione, per le indagini della magistratura su Calabria Verde e per il cattivo utilizzo che si fa degli operai forestali regionali».

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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