FUOCHI D’ARTIFICIO: UNA MINACCIA PER LE TARTARUGHE

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I fuochi articifiali, oggi più che mai, sono il simbolo delle feste patronali che si susseguono specie nel periodo estivo. In Italia rappresentato una tradizione ben radicata che, soprattutto nelle regioni del Sud con Calabria in testa, sembrano scatenare delle vere e proprie gare pirotecniche tra i comuni. Ormai, però, è scientificamente dimostrato che questi giochi d’artificio hanno effetti negativi su animali domestici, fauna selvatica e addirittura anche per la salute dell’uomo, a causa delle polveri sottili che scaturiscono durante la detonazione. Gli animali domestici il più delle volte impazziscono e rischiano di subire gravi conseguenze con traumi generati dalla paura. Ancora peggio accade agli animali selvatici, sopratutto agli uccelli, quelli che non muoiono sul colpo per infarto scappano via in completa assenza di visibilità, trovando la morte in seguito a impatti con case, lampioni, automobili, ecc.. A risentirne, poi, sono soprattutto le tartarughe marine Caretta caretta. Per tutta questa serie di motivi in molti hanno proposto, così, di vietare i fuochi d’artificio durante la stagione estiva, ovvero quando le uova di tartaruga si dischiudono. Il problema serio, infatti, per le tartarughe è il rumore dei fuochi d’artificio, che in Calabria si usano molto spesso, anche per festeggiare matrimoni e celebrazioni varie, e che spaventerebbero a morte tali creature. Nonostante i più restii, in tanti confidano nel buon senso dell’uomo e che finalmente si inizi ad imparare il rispetto per le specie più indifese e delicate che vivono nel nostro pianeta. Dei cuccioli di tartaruga valgono decisamente qualche fuoco d’artificio in meno.

ALESSANDRA BEVILACQUA |redazione@telemia.it

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