La Calabria brucia ma i politici sono tutti in vacanza. Rimandato il Consiglio regionale straordinario

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Se a bruciare negli ultimi caldi mesi estivi è stata la terra e gli alberi, adesso a far diventare rossi, tra l’imbarazzo e il nervosismo, ci pensa il consiglio straordinario regionale che è stato rimandato, non per qualche grave motivo ma semplicemente perché i politici sono tutti in vacanza.

Dal 29 giugno all’11 settembre, queste sono le super ferie concesse ai consiglieri regionali in Calabria dal governatore Oliviero, a rompere il silenzio solo Nicola Irto che da’ appuntamento in aula l’11 settembre (dopo ben 2 mesi di vacanze extra long).

Intanto in questi mesi le emergenze non sono mai mancate, ad iniziare dal fatto che in due mesi, ovvero dal 15 di giugno al 10 di agosto, sono stati 5.155 i roghi appiccati su tutto il territorio regionale. Una cifra allarmante. Specie se paragonata a quella relativa allo stesso periodo del 2016, quando gli incendi erano stati poco più della metà. Un’estate terribile dove si è dovuto domare il fuoco: a Cosenza con 1675 interventi segnalati, a Catanzaro con 1088 e Reggio Calabria con 969, poi a Crotone con 573 incendi.

Una situazione quanto mai grave che ha avuto gravi ripercussioni sul territorio distrutto, piantagioni e coltivazioni andate in cenere e intere famiglie ed imprese messe in ginocchio, in questi casi era atteso con ansia il Consiglio regionale straordinario che avrebbe dovuto discutere con una certa urgenza anche di queste necessità.

 

Carlotta Tomaselli

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