3 Dicembre 2020

Nella maxi inchiesta “Mandamento Jonico”, coordinata dalla Procura distrettuale antimaa reggina, è conuita un’indagine eseguita dai carabinieri, che hanno ritenuto di aver acquisito degli elementi informativi in ordine a una serie di omicidi commessi nel territorio di Locri, avvenuti alla ne degli anni Novanta. In un capitolo dell’informativa “Eirene” i carabinieri riportano una serie di intercettazioni che ruotano intorno ad Antonio Cataldo (‘64), fratello di Giuseppe Cataldo (‘69) ucciso nel febbraio del 2005 a Locri. È il marzo del 2013 i carabinieri registrano una conversazione tra l’oggi 53enne Cataldo e tale Ursino dove si parla, fra l’altro, dell’omicidio di Antonio Iemma, consumato a Locri il 17 luglio 1996 e rimasto irrisolto. Cataldo, come riportato nell’informativa, racconta che la pistola con la quale sarebbe stato perpetrato il delitto sarebbe stata gettata in un cassonetto della spazzatura e un passante l’avrebbe trovata. «Hanno trovato la pistola… in un cofanetto della spazzatura… l’ha buttata “..”», avrebbe detto Cataldo aggiungendo: «Uno ha visto che apre questo c… di cofanetto della spazzatura… ad uno che buttava qualcosa, gli sembrava che non fosse droga, soldi… va a prendere e che trova… la pistola!. E pensa questo non sapeva neanche che avevano sparato a mio zio, che avevano ammazzato mio zio…». E ancora: «Ha visto che hanno buttato la pistola… ha preso la pistola e gliel’ha portata ai parenti miei lì…».

Rocco Muscari – http://www.gazzettadelsud.it

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