Dom. Apr 21st, 2024

Un civico consesso sui 16 lavoratori licenziati dall’emittente. Parisi: “Ci sono state troppe violazioni”. Lamberti “Sarà dei giornalisti-imprenditori”.

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Giungerà in consiglio comunale verso la fine di agosto il caso dei 16 (su 19) giornalisti licenziati da Reggio Tv.

Ad annunciarlo il presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria Demetrio Delfino e il vicepresidente Antonio Ruvolo che esprimono piena solidarietà ai dipendenti di ReggioTv che stanno vivendo il dramma della perdita di lavoro: “Un preoccupante situazione si ripercuote inevitabilmente sul servizio di pubblica informazione, già gravemente colpito dalla crisi economica dell’editoria”. Proprio per questi motivi è stato depositato presso la presidenza del Consiglio comunale un Odg inerente la vicenda dei lavoratori ex Reggio Tv e che sarà trattato alla prossima seduta consiliare utile. “Ci auguriamo – scrivono Delfino e Ruvolo – che la nuova proprietà possa riassorbire i 16 dipendenti, dando così speranza e dignità ai lavoratori che hanno svolto un fondamentale servizio alla collettività”. Una vicenda che ha scosso la città che ha in ReggioTv l’unica televisione locale dopo l’incendio a TeleReggio. Quei 16 posti di lavoro su 19 (sono a lavorare solo tre figure apicali: tra i giornalisti il direttore, un tecnico e un grafico, mentre tutti gli altri, giornalisti e cameramen, sono stati licenziati) sono stati messi in discussione dopo la cessione di un ramo d’azienda della società Alfa Gi Sr, proprietaria di ReggioTv alla società Canale 14 srl orbitante della Gold con sede centrale a Bologna. Una decisione giunta secondo l’amministratore unico dell’Alfa Gi srl Antonino Albanese, che ha proceduto con i licenziamenti, “nell’ipotesi legale del recesso del datore di lavoro per giustificare motivo oggettivo, trattandosi anzitutto di scelta necessitata in ragione dell’antieconomicità della getione”. In poche parole la Tv è stata ceduta perché erano di gran lunga maggiori le uscite rispetto alle entrate. Ma il sindacato dei giornalisti non ci sta e punta l’indice. “Ci sono state troppe violazioni e troppi lati oscuri che già al vaglio del nostro ufficio legale – accusa il segretario della Fnsi (Federazione nazionale stampa itaiana) Carlo Parisi – Non è stata avviata nessuna procedura di consultazione né per la cessione del ramo d’azienda e neppure per i licenziamenti. Hanno solo mandato le lettere ai giornalisti ma nulla è stato inviato al sindacato come prevede il contratto di lavoro giornalistico. Bisogna fare piena luce su un’emittente televisiva che, di fatto, allo stato attuale dovrebbe garantire la programmazione con un solo giornalista e due tecnici”: Tra i  16 giornalisti licenziati solo due storici ed apprezzati volti dell’emittente, Mario Meliadò e Fausto Pedullà, non hanno accettato la conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro (Un passaggio che è una transazione per evitare ogni possibilità di contenziosi per i lavoratori rimasti in arretrato di ben sette mensilità) ed i loro licenziamenti saranno impugnati dal sindacato. Insomma una situazione di estrema gravità per i lavoratori per la Tv locale di Reggio. Ma lo storico editore della televisione positiva, Eduardo Lamberti Castronuovo, consigliere metropolitano e già assessore alla legalità alla Provincia, non la vede così e spiega: “Rtv non muore. Ho trattenuto un canale dal quale stiamo continuando a trasmettere ed i giornalisti hanno già realizzato un cooperativa. Saranno giornalisti-imprenditori: vantaggi, rischi e guadagni saranno a carico loro. Non avranno uno stipendio fisso ma camperanno su ci che riusciranno a realizzare. Venderanno i servizi che confezioneranno alla Sette Gold, network e multinazionale di Bologna che ha un circuito nazionale. Non venderanno solo i servizi utili al tg locale ma anche da immettere nel circuito nazionale se ci sapranno fare. Più di questo io non posso fare. Ho investito tutte le mie risorse, spendevo 400 mila euro all’anno, per un’azienda che fatturava 12 mila euro di pubblicità e ne spendeva 45 mila di personale. L’ho fatto per 20 anni non posso più.  Anziché far fallire la società l’ho ceduta. Rtv c’è e resterà nelle mani chi vorrà rimboccarsi le maniche io non riesco più a garantire più niente a nessuno.

(fonte quotidiano del sud)

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