5 Dicembre 2020

Nuovo affondo del consigliere comunale Vincenzo De Leo , prima in maggioranza e qualche mese addietro dissociatosi dalla stessa, nei confronti dell’amministrazione Fuda e, soprattutto, dei “colonnelli” che, a suo dire, sarebbero responsabili di ” una svolta che stenta ad arrivare”. Lo afferma in un comunicato stampa in cui dice che ” Siderno è stravolto, minato e ferito dall’immobilismo di chi ne dovrebbe decidere sorti e futuro” De leo dopo alcune considerazioni sulle necessità locali dice “l’establishment sidernese, le capacità non le ha, o le ha volutamente smarrite. Il primo anno di governo è scivolato in silenzio con l’idea che, dopo un lungo periodo di commissariamento, si necessitasse di un lasso di tempo consistente per riordinare le idee e progettare, il classico assestamento”. Secondo l’ex consigliere di maggioranza non sono mancati i flop , dalle iniziative dei periodi natalizi a quelle estive. ” Le giustificazioni – afferma – si sprecano, dissesto, pochi fondi, caldo e umidità. I colonnelli dell’amministrazione guidata da Fuda non hanno inciso nella battaglia del risveglio e riconquista di Siderno e Fuda, uomo dal passato politico straordinario e forse unico candidato nel quale riporre la speranza, non ha mai, o quasi, fatto sentire il peso del suo carisma alla sua squadra, anzi qualcuno dei suoi lo ha bacchettato più volte pubblicamente ed in consiglio comunale”. Per De leo ” Siderno è ferma, immobile, in caduta sempre più veloce e irrimediabile”. Aggiunge ” Si sono asfaltate le strade, si è appaltato qualche lavoro pubblico, derivante da precedenti amministrazioni, ma non basta a inneggiare ad una svolta. L’ordinaria amministrazione, a Siderno serve di più. Il reggimento amministrativo non vince una battaglia. I sensi unici hanno ridisegnato una città che già si era dipinta di ridicolo con una pista ciclabile esageratamente surreale. Sensi unici imposti dall’amministrazione e subito dopo cancellati dalla protesta dei cittadini. Quella stessa protesta che ha portato ad una ordinanza, giusta probabilmente in punta di diritto, ma oltre che “ad personam” anche frutto di una convenienza istituzionale e di “politically correct” che ha stancato anche i più fervidi ben pensanti. Venti, trenta, o cinquanta cittadini hanno fermato il sogno di due giovani imprenditori che con entusiasmo hanno provato a colorare Siderno”. Precisa che ” la quiete pubblica è importante ma lo è anche l’impresa e il turismo. Infatti mentre altrove si fa estate e si conservano posti di lavoro a Siderno si chiudono attività e si blocca la voglia di chi non ha santi in paradiso”. Quindi una serie di esempi da Gallipoli alla Romagna per evidenziare, poi, che ” I colonnelli di Fuda, anche quelli che in realtà non hanno ruoli ufficiali ma occupano in orari praticamente d’ufficio le stanze del Comune entrando ed uscendo da segreterie e uffici come, e anzi più degli assessori, rispondono alle interpellanze con comunicati stampa e facebook, un modo 2.0 molto originale di fare politica”. In conclusione la considerazione che ” Siderno non sembra cambiata dagli anni del commissariamento, non sembra migliorata, anzi il contrario. Servirebbe un confronto più serrato magari meno viziato da opportunismi del momento, servirebbero regole uguali per tutti e buon senso” e l’ironica affermazione che “Napoleone, che per quanto criticabile fu un grande condottiero, diceva che non esistono cattivi reggimenti, ma solo colonnelli incapaci”.

Aristide Bava

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