Dom. Apr 18th, 2021

Ancora oggi quando un sidernese pensa a Siderno pensa ad un paese, anzi ad una città, ricca di risorse e opportunità. E lo pensano non solo i sidernesi, ma anche tutti, o quasi, gli abitanti della Locride. Eppure Siderno è stravolto, minato e ferito dall’immobilismo di chi ne dovrebbe decidere sorti e futuro. L’alunno ha capacità ma non si applica, direbbe un professore con esperienza, ma forse la verità è che l’alunno, cioè l’establishment sidernese, le capacità non le ha, o le ha volutamente smarrite. Il primo anno di governo è scivolato in silenzio con l’idea che, dopo un lungo periodo di commissariamento, si necessitasse di un lasso di tempo consistente per riordinare le idee e progettare, il classico assestamento. Natale a Siderno flop numero uno, Natale a Siderno flop numero due, con qualche vicino di casa che a fine stagione e a Befana passata, ha lanciato una pista di pattinaggio sul ghiaccio come si fa con le ossa che si lanciano ai cani affamati che abbaiano sotto le finestre. Estate 2016, il nulla, estate 2017 il vuoto. Le giustificazioni si sprecano, dissesto, pochi fondi, caldo e umidità. I colonnelli dell’amministrazione guidata da Fuda non hanno inciso nella battaglia del risveglio e riconquista di Siderno e Fuda, uomo dal passato politico straordinario e forse unico candidato nel quale riporre la speranza, non ha mai, o quasi, fatto sentire il peso del suo carisma alla sua squadra, anzi qualcuno dei suoi lo ha bacchettato più volte pubblicamente ed in consiglio comunale. Siderno è ferma, immobile, in caduta sempre più veloce e irrimediabile. Si sono asfaltate le strade, si è appaltato qualche lavoro pubblico, derivante da precedenti amministrazioni, ma non basta a inneggiare ad una svolta. L’ordinaria amministrazione, a Siderno serve di più. Il reggimento amministrativo non vince una battaglia. I sensi unici hanno ridisegnato una città che già si era dipinta di ridicolo con una pista ciclabile esageratamente surreale. Sensi unici imposti dall’amministrazione e subito dopo cancellati dalla protesta dei cittadini. Quella stessa protesta che ha portato ad una ordinanza, giusta probabilmente in punta di diritto, ma oltre che “ad personam” anche frutto di una convenienza istituzionale e di “politically correct” che ha stancato anche i più fervidi ben pensanti. Venti, trenta, o cinquanta cittadini hanno fermato il sogno di due giovani imprenditori che con entusiasmo hanno provato a colorare Siderno. Ci mancherebbe la quiete pubblica è importante ma lo è anche l’impresa e il turismo. Infatti mentre altrove si fa estate e si conservano posti di lavoro a Siderno si chiudono attività e si blocca la voglia di chi non ha santi in paradiso. A Gallipoli, per citare un esempio, tempo fa il sindaco fece una ordinanza limitativa per la musica nei locali notturni, fu il Tar ad indicare in 45 giorni d’estate (da luglio ad agosto) un tempo sufficiente a non inficiare l’equilibrio psichico dei cittadini stabilendo le 3.30 come orario utile a tutti, ai locali per spegnere la musica, ai cittadini e vacanzieri per riposare. In Romagna alcuni Enti si sono resi promotori di finanziamenti per permettere ai cittadini di installare vetri insonorizzati e condizionatori per consentire ai locali di continuare a fare impresa e turismo. Siderno non è Gallipoli e non è la Romagna e con questi colonnelli della politica mai lo sarà e neppure si avvicinerà ad esserlo. Ovviamente i decibel, che sono controllati da una legge ben precisa, arrecano disturbo esclusivamente nelle notti d’estate, siccome settembre non è estate, la Porto Salvo sidernese può, non solo esprimere il frastuono oltre ogni limite, ma può soprassedere su moltissime altre cose. La legge non è mai uguale per tutti. I colonnelli di Fuda, anche quelli che in realtà non hanno ruoli ufficiali ma occupano in orari praticamente d’ufficio le stanze del Comune entrando ed uscendo da segreterie e uffici come, e anzi più degli assessori, rispondono alle interpellanze con comunicati stampa e facebook, un modo 2.0 molto originale di fare politica. Insomma Siderno non sembra cambiata dagli anni del commissariamento, non sembra migliorata, anzi il contrario. Servirebbe un confronto più serrato, magari meno viziato da opportunismi del momento, servirebbero regole uguali per tutti e buon senso. Napoleone, che per quanto criticabile fu un grande condottiero, diceva che non esistono cattivi reggimenti, ma solo colonnelli incapaci.

 

Il Consigliere Comunale

Avv. Vincenzo De Leo

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