4 Dicembre 2020

La redazione di Telemia e l’editore Giuseppe Mazzaferro si uniscono al dolore della famiglia Agostini per la dipartita del caro amico e collega giornalista Mimmo.  Prestigioso operatore culturale , giornalista-pubblicista, è stato funzionario della Regione Calabria dal 1972 al 2005. Direttore dell’ex Centro Servizi Culturali. Corrispondente da Bovalino del  “Quotidiano del Sud”. Ha collaborato e condotto numerose trasmissioni televisive e radiofoniche di successo risultando tra i fondatori della storica emittente  Teleradiosud di Siderno, Telemia e sul sito internet www.ilapaese.info. Da circa 4 mesi si trovava ricoverato presso l’azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro. Non rifiutava mai la sua collaborazione ed l’ultima sua apparizione in tv risale alla puntata di “Calabria nera- delitti irrisolti” dedicata all’omicidio del brigadiere Antonino Marino. Mimmo Agostini era una delle memorie storiche di Bovalino e della Locride e custodiva gelosamente una teca di immagini e articoli di inestimabile valore.  E’ stato uno dei promotori della nascita del gruppo musicale “I NUOVI GABBIANI” e in questa sede sembra importante riportare un articolo storico pubblicato sul sito www.unlabovalino.it:

Nel 1965 da Dirigente dell’UNLA,  giovane universitario, acquistò a rate una chitarra elettrica ed un amplificatore da 50 w. Quando i due colli vengono consegnati al Centro di Cultura Popolare della popolosa frazione “Pozzo”, dove abitava, molti giovani (Mario Verduci, Tony Stipo, Ciccio Capogreco figlio di Nicola, Ciccio Capogreco figlio di Antonio, Mimmo Verduci, Tury Ceravolo, Rorò Ceravolo, Antonio Mittiga, Pasquale Macrì e tanti altri …) improvvisano una festicciola, e si radunano al Centro per vedere la chitarra elettrica “dal vivo”. Una novità ammirata in televisione, durante le feste di piazza ed in estate al Lido Orsa di Bovalino, Lido Ardor di Ardore e Lido La Rocchetta.  La chitarra appena tolta dal suo fodero cartonato e rivestito in velluto rosso,è extrapiatta: una “Ariston” di color rosso granato e nero.  Il secondo pacco contiene l’amplificatore a tre ingressi: due chitarre e un microfono. Freneticamente viene sistemata la cavetteria. Le prime note sono arpeggiate con  timore ma l’amplificatore irradia il suono per tutta la contrada. Di lì a poco il Centro si popola di giovani e meno giovani. Tra i giovanissimi c’è anche un dodicenne: Pepè Platani (nella foto in alto, accovacciato). E’ il  tocco magico della novità. L’”insegnante” non è un vero chitarrista, è uno “strimpellatore”, suona “ad orecchio” ed i suoi riferimenti musicali sono i Beatles, i Rolling Stones, Presley, Twitty, Sedaka, Burke, e poi Paoli, Tenco, Gaber, l’Equipe 84, i Rockes ed altri gruppi molto popolari in quegli anni. il giovane Pepè, quando Mimmo non suona, ripete  i giri armonici di do, la, re, mi, fa, sol, si. Dopo soli due mesi le chitarre elettriche diventano due. La “solista” che continua a  suonare Mimmo, quella di “accompagnamento” Pepè.  Dopo quattro mesi (siamo nel 1966) un altro giovane, Paolo Cacìa, artigiano ed impiegato presso l’industria del legno di “Bricà” acquista in proprio una chitarra basso ed un amplificatore.  Per un complesso beat, manca la batteria. E’ a questo punto che entra in scena il ragioniere Antonio Mittiga il quale si fa promotore per organizzare il gruppo. Chiama, dalla vicina Siderno,  Ninì Ingrati,voce solista e batteria (nella foto è con il microfono) e Mario Talarico, organo, (nella foto è il secondo da sinistra) . Il gruppo è affiatatissimo ma il cantante si rende conto che potrebbe esprimersi meglio se ci fosse un batterista. Siamo nel mese di giugno del 1966. Un altro giovane di Siderno entra a far parte del complesso. Si chiama Mimmo Alvaro (è morto a seguito di malattia), un ottimo batterista, fantasioso ma anche, qualche volta, scontroso con i compagni e con il pubblico. Nell’estate di quell’anno  i Nuovi Gabbiani suonano quasi ogni sera ai lidi “Orsa” e “La Rocchetta” di Bovalino e  “Ardor” di Ardore. Le “serate” servono per fare “gruppo”. L’anno dopo Paolo Cacìa (il primo da sinistra nella foto) lascia il posto a Renato Fragomeni anche questi di Siderno. Il complesso viene ribattezzato: “The new sea gulls”(I nuovi gabbiani). Incidono negli studi della RAI di Cosenza un 45 giri  per la Fonit-Cetra: Amore a Palinuro e Un giorno tu saprai. E’ il successo. Ora il complesso è impegnato quasi ogni sera per accompagnare i cantanti nelle tournée in Calabria in occasione delle feste paesane o di concerti nei lidi e per  Intrattenere il pubblico prima dell’esibizione di cantanti famosi. Accompagnano Nelly Fieramonti, Tony Cucchiara, Isabella Iannetti, Henry Wrigth ed altri ancora. Dalla Locride si spostano  nel crotonese e nel   catanzarese (Pietra Grande di Soverato), poi a Vibo Valentia, poi alla Tonnara di Palmi. Nel 1969 Mimmo Agostini lascia il gruppo per motivi di studio (il motivo vero è che alla  sua fidanzata non piaceva che egli, quasi tutte le notti, restasse fuori a suonare nelle piazze e nei lidi, rientrando al mattino),  e da quel momento  il complesso  risente della sua mancanza. Totò Mittiga ingaggia due sassofonisti “tenori” molto bravi: Armando Barile di Gioiosa Jonica, proveniente dal complesso “The Esotic Sound” e Pasquale Macrì di Bovalino ma residente a Torino dove suonava in un noto complesso della città piemontese.  Con loro il complesso il gruppo continua a suonare nei lidi e nelle feste di piazza riscuotendo ovunque successo. Al lido di Catona, il gruppo incontraz Mino Reitano ed il fratello Franco i quali hanno rivolto apprezzamenti per l’affiatamento e la professionalità dei singoli componenti. Partecipa al Cantasud organizzato da Daniele Piombi e al Comunale Cilea di Reggio Calabria hanno un grandioso successo.

Ciao Mimmo, Riposa in pace

Antonio Tassone 

Facebook Comments

Di

CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.