5 Dicembre 2020

La riunione di oggi, attesa dai lavoratori come ultima possibilità per risolvere la vertenza, ha invece appalesato l’assoluta mancanza di volontà dell’azienda CALL e CALL di aderire a qualsiasi soluzione per scongiurare i licenziamenti. A nulla sono servite le pressioni fatte dal MISE e dalla Regione Calabria, che hanno messo in campo tutti gli strumenti a loro disposizione, attraverso l’utilizzo della Cassa in Deroga Straordinaria e dei fondi regionali per la formazione.

 

La stessa ENGIE, su richiesta del MISE, si era resa disponibile a ritardare di qualche settimana il trasferimento delle attività su Casarano, ma neanche questa circostanza è servita a far smuovere l’azienda dalle sue decisioni.

 

Fino ad oggi CALL e CALL abbastanza abilmente, utilizzando tutta la sua credibilità acquisita con i lavoratori di Locri in questi 10 anni, aveva addossato le responsabilità della crisi all’inerzia della classe politica, ma il comportamento odierno ha rivelato l’obiettivo precostituito di escludere a priori la sede di Locri dal futuro piano industriale.

 

Come FISTel CISL abbiamo contestato duramente il comportamento aziendale, ritenendo incompressibile la sua ostinata volontà di voler procedere ai licenziamenti ad ogni costo, pur in presenza di soluzioni percorribili a costo zero.

 

A conclusione dell’incontro, il responsabile del MISE Gianpiero Castano ha dichiarato che le soluzioni proposte al tavolo rimangono sempre valide ed ha invitato l’azienda a fare ulteriori riflessioni valutando anche gli impatti sociali che si avrebbero sul territorio.

 

CALL & CALL ha aderito alla richiesta dichiarando che utilizzerà il 18 settembre per le ultime riflessioni prima della decisione definitiva.

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