Caso Vibonese, Caffo non si arrende e va all’attacco: “Ora denuncio tutti”. Pronto il ricorso al Tar

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Dopo la sentenza che ha accolto il ricorso di Figc e Lega Pro, il club rossoblù deciso ad andare fino in fondo. Stavolta sconfinerà nella giustizia ordinaria con una richiesta di risarcimento danni milionaria e non solo

di MIMMO FAMULARO

Era già in aeroporto a Fiumicino il presidente della Vibonese Pippo Caffo quando una telefonata dell’avvocato Cesare Di Cintio preannunciava l’esito negativo di una vicenda infinita e sempre più vergognosa. Il Collegio di garanzia del Coni presieduto da Franco Frattini è riuscito nell’impresa di trovare uno di quei cavilli da “azzeccagarbugli” necessario ad annullare la sentenza emessa lo scorso 24 agosto dalla Corte federale d’appello, la quale – a sezioni unite – aveva disposto la retrocessione all’ultimo posto dell’Acr Messina e la conseguente reintegra della Vibonese in Serie C.

Ministro Franco FrattiniProcesso seppellito. Quasi un mese dopo si torna nuovamente daccapo perché il Coni, oltre ad azzerare il verdetto della Cfa, dispone un nuovo processo. Non si ripartirà dall’Appello come nella giustizia ordinaria, ma addirittura dal primo grado, dal Tribunale nazionale federale. Tutto da rifare, insomma. Processo praticamente seppellito. Tavecchio e Gravina ringraziano mentre un’ondata di indignazione e di rabbia si abbatte sui social per quella che, quasi all’unanimità, viene definita un’ingiustizia sportiva. Franco Frattini, inflessibile con la Vibonese ad inizio estate quando dichiarò inammissibile la richiesta d’accesso agli atti della Lega Pro, trova l’escamotage per rendere ammissibile un ricorso che la stessa Procura generale del Coni aveva giudicato negativamente in dibattimento. Un caso più unico che raro vedere il procuratore generale schierarsi con la controparte. Sembrava il preludio ad un verdetto favorevole. Non è stato così perché Franco Frattini e il suo collegio hanno deciso di non decidere allungando ulteriormente i tempi.

Nuovi scenari.  Ora la palla torna nuovamente nel campo di Figc e Lega Pro che avranno gioco facile nel fare melina e la giustizia federale non avrà certamente fretta di chiudere la partita. Bisognerà ripartire dal Tribunale federale nazionale, quindi la parola passerà nuovamente alla Corte federale d’appello ed eventualmente ancora al Collegio di garanzia del Coni. Stessa trafila, stessi giudici, tempi – c’è da immaginarsi – biblici. Intanto la Vibonese è ufficialmente in Serie D ed in Serie D sarà chiamata a giocare probabilmente già domenica 24 settembre quando il calendario proporrà la sfida casalinga con il Portici. Toccherà alla Lega Nazionale Dilettanti notificare ufficialmente il provvedimento e, forse, in questo caso potrebbe fare qualcosa il vice presidente Nino Cosentino, calabrese di Catanzaro che – si dice – si sia strenuamente ma vanamente battuto per la causa della Vibonese. Ora potrebbe cercare di far slittare di almeno un’altra settimana l’esordio dei rossoblù in Serie D. Il tempo di andare al Tar del Lazio e di capire se ci sono i margini per tornare nuovamente in Serie C dalla finestra. Proprio come fece l’anno scorso la Paganese: bocciata dal Coni e riammessa dal giudici amministrativi.

Caffo Beccaria CampilongoCaffo non si arrende. E’ chiaro a questo punto che il presidente Pippo Caffo ed il direttore generale Danilo Beccaria hanno una sola strada da seguire che è quella di sconfinare nella giustizia ordinaria buttando la palla fuori dal campo di gioco gestito da Figc e Lega Pro. “Abbiamo appreso con sommo stupore – ha dichiarato Caffo – la decisione del Collegio di garanzia del Coni. Ma non ci arrendiamo”. Il presidente della Vibonese intende andare fino in fondo facendo fede a quello che ha dichiarato non più di qualche giorno fa: “Se è necessario andremo fino a Strasburgo”. Intanto la prossima tappa è il Tar del Lazio: “Il ricorso è pronto ma – ha aggiunto Caffo – attendo di parlare con l’avvocato Di Cintio per ufficializzare le prossime mosse. Intanto attendiamo di conoscere le motivazioni e poi ci muoveremo per la nostra strada senza indugi e con la massima determinazione”.  ll verdetto del Coni non ha affatto chiuso la vicenda, ma ha aperto a tutti gli effetti la guerra. La società è infatti decisa a rivolgendosi agli organi amministrativi e penali con una richiesta di risarcimento danni milionaria. “Di sicuro – ha dichiarato Pippo Caffo – avvieremo un azione legale contro la Lega Pro e contro tutti coloro che si sono resi responsabili di omissioni di atti d’ufficio”.

(FONTE ZOOM24)

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