Caso Vibonese, Figc e Lega Pro fanno ricorso. Chiederanno sospensiva al Coni

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Tavecchio e Gravina insieme contro il club rossoblù. Impugneranno la sentenza al Collegio di garanzia chiedendo di sospendere gli effetti del verdetto pronunciato dalla Cfa

di MIMMO FAMULARO

Il caso Vibonese non è stato trattato all’interno del Consiglio federale che si è tenuto oggi a Roma, ma a margine della riunione Figc e Lega Pro hanno comunque deciso cosa fare.  Avanti con il ricorso nel tentativo di bloccare i sogni e le ambizioni di un’intera città che già pregustava l’immediato ritorno tra i professionisti. Carlo Tavecchio e Gabriele Gravina hanno deciso di impugnare la sentenza della Corte federale d’appello dinnanzi al Collegio di garanzia del Coni. E hanno trovato anche anche un’escamotage: chiederanno la sospensiva del provvedimento. Se il Coni dovesse giudicare ammissibile il ricorso di Figc e Lega Pro, la Vibonese tornerà a giocare in Serie D in attesa che i giudici del Collegio di garanzia entrino nel merito della vicenda.

A costituirsi contro la Vibonese sarà la Federcalcio che avrebbe  – secondo le interpretazioni dei legali di Tavecchio – i titoli a farlo contrariamente alla Lega Pro. Smentite nei fatti le rassicurazioni giunte da Roma dove la Federazione ha tra i suoi rappresentanti anche l’ex presidente del Comitato regionale Nino Cosentino, evidentemente inascoltato da Tavecchio. Vince quindi la linea della Lega Pro e del suo direttore generale De Luca che, a quanto pare, più di Gravina avrebbe perorato la causa del ricorso.

La Vibonese medita le prossime mosse ma a questo punto il Tar del Lazio appare l’unica strada percorribile a tutela dei propri diritti e della propria immagine. In questa sede Caffo potrebbe chiedere ciò che non ha avuto nonostante la sentenza della Cfa ovvero la riammissione in Serie C ed anche una risarcimento milionario.

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