Commissioni “scadute”, nuovo caso in Consiglio

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Tallini lascia l’aula per protestare contro il mancato rinnovo degli uffici di presidenza: «Le spiegazioni del segretario generale Priolo non mi hanno convinto». Rinviata la discussione nella Riforme. Esposito: «Regolamento non è chiaro». Intanto Bevacqua incardina la legge contro gli incendi

 Il consiglio regionale esplode la grana relativa al rinnovo delle presidenze delle commissioni. Il primo a sollevare la questione è il consigliere regionale Mimmo Tallini, che ha abbandonato l’aula della commissione Ambiente «dopo il parere ufficiale – su mia precisa richiesta – reso dal segretario generale in merito alla mozione d’ordine che ho posto in apertura dei lavori della quarta commissione sulla legittimità della seduta. La questione da me sollevata è di carattere generale e non riguarda specificatamente la quarta commissione, composta da persone che stimo e con cui negli anni mi sono trovato anche a lavorare in sinergia».
«Ho ritenuto porre preliminarmente la questione di legittimità della riunione odierna considerato che, allo stato – ha aggiunto Tallini –, non si è ancora provveduto alla rielezione degli organi (presidente, vicepresidente e segretario) di tutte le commissioni consiliari che risultano pertanto “scadute” e che vanno rinnovate prima che le stesse affrontino qualsiasi argomento. La pronuncia sulla legittimità della seduta di organismi tecnicamente “scaduti” non può essere assolutamente demandata ai colleghi consiglieri regionali i quali svolgono semplicemente un ruolo politico, ma compete agli uffici preposti che hanno il dovere di esprimersi formalmente con parere di regolarità tecnica sulla procedura. Nel caso in cui dovesse trovare fondamento la mia tesi, occorrerà verificare se i componenti dell’Ufficio di presidenza e delle commissioni abbiano percepito l’indennità di funzione e in tal caso se sia legittimo che tale indennità sia stata percepita anche a funzione scaduta. Al contrario, risulta con certezza che fino ad oggi sono state bloccate tutte le indennità relative alle funzioni del personale. Ritengo infine che le risposte del dottor Priolo non abbiano assolutamente fugato le mie perplessità, anzi, stante la loro genericità, i dubbi sono copiosamente aumentati e mi hanno indotto conseguentemente ad abbandonare la seduta per non avallare atti e provvedimenti in regime di una presunta prorogatio che, guarda caso, non è valsa per la Presidenza e per l’Ufficio di presidenza ma viene riscoperta solo per le commissioni, e cioè per continuare a prendere tempo perché nella maggioranza ancora non sono pronti con i relativi organigrammi».

RINVIO Il caso sollevato da Tallini ha avuto un’eco anche in commissione Riforme, grazie agli interventi di Vincenzo Pasqua (Oliverio presidente) e Alessandro Nicolò (Fi), che hanno sollevato problemi circa la legittimità dei lavori. L’organo guidato da Sinibaldo Esposito ha quindi deciso di aggiornare la seduta. Il segretario Priolo ha comunque evidenziato quanto precedentemente esposto durante la seduta della quarta commissione consiliare, ribadendo la legittimità delle procedure, «cioè la piena funzionalità degli organi durante le scadenze intermedie, fino al loro rinnovo». «Ringrazio il segretario generale per il suo contributo – ha detto Esposito –, permane però una interpretazione tecnica del Regolamento interno del consiglio regionale che non si presta a facili letture. Da qui, la decisione a maggioranza di aggiornare i lavori con l’obiettivo di elidere sul nascere elementi che potrebbero incidere negativamente nel prosieguo dell’attività istituzionale».
I lavori, malgrado l’assenza di Tallini, sono invece andati avanti senza intoppi in commissione Ambiente, nel corso della quale è stato discusso un provvedimento amministrativo della giunta sulla “Integrazione criteri localizzativi Piano regionale gestione rifiuti”. L’organismo ha ascoltato il sindaco di Bisignano Francesco Lo Giudice, accompagnato da una delegazione, sulle criticità in cui versa il sistema della depurazione nello stesso Comune. A margine dell’audizione, il presidente Bevacqua ha manifestato «vicinanza e supporto rispetto ai problemi evidenziati dal sindaco».

INCENDI Sono state quindi incardinate alcune proposte di legge tra cui il progetto di legge a firma dello stesso presidente sugli incendi boschivi. «La finalità primaria del progetto normativo – ha affermato Bevacqua – è, innanzitutto, di recepire in maniera organica la legge-quadro nazionale (323 del 2000), colmando un vuoto legislativo che permane da 17 anni e prevedendo una serie di disposizioni ulteriori e cogenti.  Le devastazioni prodotte dagli incendi boschivi che nell’estate appena trascorsa hanno colpito indistintamente tutto il territorio calabrese, impongono a noi classe dirigente un’azione legislativa non più rinviabile – ha rilanciato – al fine di pianificare al meglio la mitigazione del rischio e la lotta attiva al fenomeno. Il cardine attorno al quale ruota l’incisività del testo normativo è la prevenzione: bisogna ridurre anzitempo il rischio e gestirlo mediante una pianificazione adeguata».
«L’obiettivo che ci prefiggiamo di agevolare e raggiungere è quello di un modello organizzativo efficiente e regolarmente monitorato. Riguardo alle disposizioni più rilevanti contenute nel testo – ha proseguito Bevacqua – vengono stabiliti termini e procedure stringenti per il Piano Aib (Piano antincendi boschivi). Tra i punti rilevanti: maggiori vincoli per la predisposizione dei Piani A e B e sull’esame e valutazione a conclusione di ogni stagione estiva. Quanto alle prescrizioni dettate dalla normativa nazionale per i terreni colpiti da incendio, la Regione si produrrà in un’applicazione puntuale e costante, impedendo le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio e inasprendo i divieti. Altro punto qualificante – ha detto – è il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei Comuni in merito alla redazione obbligatoria del catasto-incendi senza la quale saranno previste forme specifiche di penalità a valere sulla partecipazione a bandi e finanziamenti regionali per i Comuni che non ottemperano».
«Nel contempo – ha concluso Bevacqua – l’istituzione regionale intensificherà la propria azione per contrastare l’abbandono e la desertificazione antropica delle aree agricole e boscate, anche mediante corsi di carattere tecnico-pratico rivolti alla formazione di soggetti da impiegare nell’opera di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi».
La seduta si è chiusa con l’avvio del confronto sul disegno di legge presentato dal consigliere Greco che, intervenendo in merito alla nuova legge sul servizio idrico integrato, prevede alcune modifiche al meccanismo di voto e alla divisione in fasce per l’individuazione dei Comuni componenti l’assemblea dell’Aic.

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