4 Dicembre 2020

Locride: turismo, questo sconosciuto. Non è un paradosso. In una terra a grande vocazione turistica, ricca di un patrimonio inestimabile , di una storia e di una cultura millenaria, con un clima che ci è invidiato da tutto il mondo, il grande turismo stenta a decollare. Nel recente forum sul turismo che si è tenuto a Locri promosso dal Consorzio Jonica Holidays, e svoltosi, non a caso, presso il Museo Archeologico Nazionale ( che offre una ricchezza di reperti inestimabile) , si è tornato a parlare, presente il presidente della giunta regionale Mario Oliverio, delle azioni e delle politiche messe in campo dalla Regione su questo delicato settore. Il Governatore ha detto che il turismo nel nostro Paese è in ripresa e che la stessa Regione Calabria ha fatto grossi passi in positivo registrando una presenza turistica importante, con l’elemento significativo di quella straniera. Ha ricordato anche che la domanda si è intensificata grazie alle indicazioni del New York Times che ha indicato la Calabria come importante meta da visitare. Anche nella Locride – ci segnala Mario Diano , presidente del Corsecom ed esperto del settore – c’è stato qualche sensibile aumento di presenze. Però non certo quello che questo lembo di territorio dovrebbe e potrebbe conquistare con tutte le potenzialità che esprime. Il grande problema rimane quello delle infrastrutture, delle scarse vie di comunicazione e soprattutto dell’informazione. Il territorio della Locride è certamente area di grande attrattività, ma si porta appresso la necessità di una adeguata valorizzazione e di una necessaria promozione. Il territorio è ricco di tesori di ogni genere ma sono in pochi a saperlo; anche purtroppo all’interno della nostra Regione. Verrebbe da chiedersi quanti conoscono la Villa Romana di Casignana, lo stesso Museo di Locri o quello di Monasterace,il Naniglio di Gioiosa Jonica tanto per far cenno ad alcuni degli aspetti piu’ immediati e piu’ facilmente fruibili sul territorio. Se non si fa il salto di qualità , se non si promuove la gastronomia , la natura , i beni culturali e paesaggistici, l’archeologia, i suoi eccezionali borghi antichi, il clima, se non si offre maggiore qualità professionale unitamente alla innata ospitalità il territorio rimarrà sempre all’anno zero, o quasi. E dagli anni 70 che, nella Locride, si attende il grande boom del turismo, ma i numeri positivi rimangono ancorati a percentuali ancora troppo relative rispetto alle reali potenzialità del territorio. Gli sforzi che hanno fatto gli operatori turistici negli ultimi anni sono stati notevoli ma non sono bastati perchè la Locride turisticamente può crescere se3nsiobilmente solo se riuscirà ad utilizzare l’intera dimensione del suo territorio. Le piccole oasi non possono fare i grandi numeri Certamente il recente Forum di Locri è stato importante perchè molto importante è, oggi, parlare di turismo sul territorio e parlare, soprattutto, delle risorse esistenti E’ necessario, però, andare oltre e, intanto, sfruttare le nuove tecnologie e intercettare i grandi flussi di mercato. Ma questo è possibile soprattutto se si offre al territorio la possibilità di dare adeguate e qualificate risposte ai turisti che oggi sono piu’ esigenti che mai, e se si consente loro di arrivare sul territorio senza traumi. Altrimenti i grandi numeri. quelli che fanno realmente economia, resteranno una semplice utopia.

Aristide Bava

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