Minacce a Falcomatà: «Sei un uomo morto»

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Intimidazione al sindaco di Reggio. Viene ritenuto il responsabile della crisi idrica della città. Il messaggio minatorio è stato lasciato sulle finestre del primo piano di Palazzo San Giorgio. Una telecamera avrebbe ripreso l’autore. «Vado avanti»

Un foglio malamente strappato a un quadernone di scuola, con su scritta una frase, marcata più volte a penna per renderla più visibile: «Falcomatà ridacci l’acqua o sei un uomo morto». È questa l’ultima intimidazione arrivata all’indirizzo del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, identificato come responsabile della crisi idrica che affligge la città. Il foglio è stato lasciato sulle finestre del primo piano di Palazzo San Giorgio, che ospita il Comune, e ritrovato da alcuni dipendenti, che lo hanno subito portato alla segreteria generale, che ha immediatamente presentato una denuncia. «Non è la prima volta che arrivano messaggi di questo genere. Ormai lettere e biglietti con minacce più o meno gravi arrivano a cadenza quasi regolare», dice il sindaco. Ma l’ultima «è differente e forse per certi versi più preoccupante. Per la prima volta c’è un riferimento preciso. Si dà al sindaco la colpa di un disservizio strutturale. Questo dà il metro del clima che si respira in città. E che potrebbe diventare pericoloso», dice il sindaco. Questa volta però gli autori potrebbero essere rapidamente essere identificati. Chi ha lasciato quel biglietto ha agito sotto gli occhi di una telecamera che ha ripreso tutto. Il nastro è stato già acquisito dagli investigatori, che sono al lavoro per individuare gli autori della “missiva”.
«O sono degli sprovveduti – commenta Falcomatà – o si sentono intoccabili. In ogni caso, attendiamo l’esito delle indagini». Di questa, come delle altre aperte regolarmente negli ultimi tre anni – riferisce – all’arrivo di ogni lettera minatoria. E che hanno progressivamente indotto ad alzare il livello di vigilanza. «Ce ne sono state di più o meno gravi, di carattere generale o molto personale. Sono arrivati a minacciare anche mia moglie e il piccolo». A Roma per motivi istituzionali, Falcomatà solo oggi avrà modo per parlare con gli investigatori. Ma non ha dubbi: «Andiamo avanti».
Via twitter, il segretario del Pd calabrese, Ernesto Magorno, ha espresso soliarietà al sindaco «La nostra vicinanza a @g_falcomata. Le minacce ricevute non fermeranno il tuo impegno. #Noncipieghiamo”» ha cinguettato.

(fonte corrieredellacalabria)

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