Monasterace: Processo Confine 2 | oggi le arringhe difensive

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Oggi ci sono state le arringhe difensive relative all’operazione Confine 2. Operazione in cui è contestato – tra l’altro – l’omicidio di Andrea Ruga. Le discussioni odierne hanno interessato gli imputati che hanno scelto di essere giudicati nelle forme del rito abbreviato. Ovvero: De Masi Roberto (richiesta PM anni 11), Sorgiovanni Maurizio (richiesta PM anni 9), Lamberti Andrea (richiesta PM anni 9 mesi 6), Leotta Antonio (richiesta PM anni 15). I reati contestati sono: art. 416 bis, tentata estorsione in danno a Capone, pestaggio di due soggetti di nazionalità rumena, danneggiamento in danno di Ussia. Tutti delitti aggravati dal metodo mafioso. Difensori: per Leotta Avv Cicino foro di Catanzaro, per Lamberti avv Salvatore Zurzolo del foro di Locri, per Sorgiovanni avv Lojacono Francesco del Foro di Roma e Avv Alfredo Arcorace del foro di Locri, per De Masi avv Giuseppe Gervasi del foro di Locri.
In particolare, l’avv Giuseppe Gervasi, partendo dalla sentenza Brunero (prima in Italia a riconoscere il delitto di 416 bis), ha ripercorso tutte le sentenze passate in giudicato con riguardo alla presunta cosca Ruga, deducendo che l’operatività della predetta si sia arrestata al 1994, anno in cui la Corte d’Appello di Reggio Calabria, nell’operazione STILARO, ha assolto con formula piena Andrea Ruga ed il fratello Giuseppe Cosimo dal delitto di partecipazione ad associazione mafiosa. Dopo il 1994, sono intervenute numerose operazioni (sicurezza, Naos, Village, in particolare) che hanno definitivamente accertato incontrovertibilmente la stasi circa l’operatività della predetta cosca. In più, ha precisato che i reati ccdd satellite, non sarebbero riconducibili alla contestata associazione in quanto consumati per finalità squisitamente personali. Nè a dimostrare l’operatività della cosca potrebbe essere l’estorsione in danno alla Sig.ra Barberis Paola per cui la Cassazione ha annullato il provvedimento cautelare a carico di Emanuele Vincenzo e Ruga Giuseppe Cosimo. Nè potrebbe prendersi come punto di riferimento il danneggiamento in danno di Ussia, nè il danneggiamento al bar Chantilly o il tentato omicidio Iellamo o le intimidazioni all’ex Ministro Lanzetta, per cui la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha accertato l’estraneità ai fatti degli imputati. Prossima udienza: (sentenza) 29/09/2017.

gm | redazione@telemia.it

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