OMICIDIO CONGIUSTA, TOMMASO COSTA CI SCRIVE DAL CARCERE: ‘SONO INNOCENTE’

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Torna a proclamarsi innocente Tommaso Costa e lo fa da dietro le sbarre del carcere di Viterbo dove sta scontando una condanna all’ergastolo per essere stato il mandante dell’omicidio di Gianluca Congiusta, il commerciante ucciso il 24 maggio del 2005 a Siderno, per non essersi piegato alla violenza mafiosa. Il movente dell’omicidio, infatti, sarebbe stata la lettera estorsiva che Costa inviò al futuro suocero del giovane, Antonio Scarfò. Una lettera su cui Congiusta avrebbe poi potuto rivelare alcuni particolari riguardanti la volontà dei Costa si riaffacciarsi sul territorio, affermando il predominio mafioso.
“Dopo quasi 11 anni mi rivolgo alle pagine di questo giornale, ci scrive il presunto boss sidernese, per ripetere che non ho ucciso Gianluca Congiusta, non sono responsabile della sua morte”.
“Vorrei che fosse ben chiara una cosa, prosegue, io sono stato già condannato all’ergastolo in via definitiva per un altro delitto, pertanto la mia vita, la mia fine di uomo e di giudiziaria è stata decisa”. “L’unica via per trovare uno spiraglio di libertà, riferisce Costa, era di autoaccusarmi dell’omicidio Congiusta ed essendo reo-confesso mi sarebbe caduta la pericolosità”. “Non posso farlo, chiosa, sono innocente e il tempo mi darà ragione”. Poi, con un interrogativo si rivolge direttamente a coloro i quali lo ritengono colpevole: “e se io sono innocente? la giustizia ha trionfato?”. “Non voglio essere arrogante, spiega dalle colonne della lettera giunta alla nostra redazione per mezzo del figlio Giampietro, ma la condanna per l’omicidio Congiusta non mi costa l’ergastolo ma al fine di cumulo mi provoca solo un mese d’isolamento diurno, ma anche un’ora è grave perchè sono innocente io, invece chi ha architettato questo scempio della giustizia non so se lo sia ho i miei dubbi”. Infine, conclude la missiva ringraziando i suoi legali per il lavoro svolto. “C’è una forza che mai nessuno può distruggere può indebolire, chiude, ed è la forza dell’innocente. Quella che ha Tommaso Costa”.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

 

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