Riace (Rc): risplende il Santuario dei Santi Medici con i dipinti di Grillo e Zimatore di 100 anni fa restaurati dalla Soprintendenza

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Il  Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano di Riace riprende i suoi sfavillanti colori e con l’occasione è stato organizzato un convegno proprio sul centenario dei dipinti di Zimatore e Grillo presenti all’interno del luogo di culto.  Sono stati presentati ai fedeli i dipinti opportunamente restaurati dopo anni di lavoro dalla Soprintendenza su espresso desiderio del Vescovo della diocesi di Locri -Gerace, Mons.Francesco Oliva,presente all’incontro. Il Santuario dei Santi Cosma e Damiano a Riace costituisce un esempio della commistione tra accademismo e verismo pittorico, che fu uno degli elementi caratterizzanti la pittura d’arte sacra in Calabria fin dall’età post-unitaria.  Esso, infatti, contiene al suo interno un pregevole ciclo di affreschi e alcuni dipinti su tela, raffiguranti il martirio e la vita dei due santi e fu realizzato nel secondo decennio del XX secolo da Carmelo Zimatore e Diego Grillo . Il lungo sodalizio tra i due pittori, originari di Pizzo Calabro e legati anche da rapporti di parentela, iniziò intorno al 1875. La loro  collaborazione artistica diede vita a uno stile peculiare facilmente riconoscibile per la vivacità di tratto  e per la presenza sia di elementi della tradizione accademica che della pittura verista. In effetti Zimatore e il nipote Diego si erano formati all’interno di due contesti diversi: il primo studiò a Firenze dove s’interessò alla ritrattistica, entrando in contatto con il purismo di Luigi Mussini e la corrente dei Macchiaioli. Grillo, invece, conobbe gli esponenti di spicco della pittura verista napoletana e soprattutto le innovazioni introdotte da Domenico Morelli. Tuttavia i due pittori di Pizzo, nonostante queste aperture verso nuovi stili compositivi, conservarono un legame con la  tradizione della scuola monteleonese nella trattazione di temi sacri. Il ciclo pittorico del santuario di Riace è molto interessante in tal senso, non solo perché rimarca una sostanziale vicinanza alla pittura di Morelli, ma anche perché rivela uno studio molto attento delle fonti iconografiche sulla vita dei due santi.Il culto dei Santi Medici Anargiri, cioè “senza denaro”, affonda le radici nei tempi più remoti, tant’è che la fondazione del santuario a Riace, secondo quanto è scritto nel testamento dell’egùmeno Bartolomeo Atulino, risalirebbe al periodo compreso tra il 1095 e il 1101-1102. Grazie a questa importante testimonianza, si è potuto stabilire che il luogo in cui sorge ora la chiesa fu probabilmente uno dei tanti cenobi fondati nei secoli VIII e IX dai monaci basiliani che, fuggiti da Costantinopoli a causa della politica iconoclasta, decisero di stanziarsi anche in Calabria. A questi monaci e al processo di orientalizzazione che investì la regione, si deve l’introduzione a Riace del culto dei santi Cosma e Damiano. Oltre a S.E. Francesco Oliva, erano presenti a Riace,  i delegati della Soprintendenza Annamaria Marcucci e Giuseppe Mantella, il rettore del Santuario Don Giovanni Coniglio, il delegato della città metropolitana Quartuccio, il Comandante della stazione dei Carabinieri di Riace, oltre a numerose altre autorità militari,civili e religiose e cittadini provenienti da numerose cittadine locridee.

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