Zes nell’area centrale, arrivano adesioni bipartisan

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I consiglieri Magno e Sculco appoggiano l’iniziativa dei sindaci di Catanzaro, Lamezia e Crotone. E chiedono a Oliverio di avanzare la proposta al governo: «Non c’è più tempo da perdere». Galati: «Occasione per lo sviluppo». L’appello del capogruppo Pd al sindaco di Vibo: «Aderiamo anche noi»

«L’istituzione di una Zona economica speciale nell’area centrale della Calabria potrebbe aprire serie e concrete prospettive di sviluppo per l’intera Regione». È quanto afferma il consigliere regionale Mario Magno. «La richiesta – aggiunge – indirizzata dai sindaci di Catanzaro, Lamezia Terme e Crotone al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio di istituire una seconda Zes, dopo quella di Gioia Tauro, va indubbiamente sostenuta da tutte le forze politiche. Rilevanti, infatti, potrebbero essere le ricadute positive per il tessuto produttivo della nostra Regione generando nuovi investimenti e occupazione, vera e propria emergenza sociale del nostro territorio. Le agevolazioni fiscali e le semplificazioni amministrative previste dalla Zes potrebbero favorire questi processi virtuosi. Sarebbe opportuno che anche la città di Vibo Valentia possa entrare a far parte della Zona economica speciale che, così, investirebbe tutta l’area centrale della Calabria costituita dall’ex Provincia di Catanzaro. La richiesta formulata dai sindaci Sergio Abramo, Paolo Mascaro e Ugo Pugliese, ai quali spero si aggiunga presto il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa, mi auguro sia presto accolta dal presidente Oliverio e ne venga sollecitata l’istituzione presso il governo centrale per come previsto nel “Decreto Sud” recentemente entrato in vigore. L’idea va sostenuta in quanto non solo produrrà benefici evidenti a tutto il territorio regionale ma è frutto di una visione lungimirante e di un’azione sinergica attuata dai predetti sindaci e non di una visione campanilistica che ha spesso penalizzato in passato la Calabria». «L’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, il polo direzionale di Catanzaro, i porti di Crotone e Vibo Valentia – conclude il consigliere regionale – favorirebbero e agevolerebbero la nascita di una seconda Zes in una zona strategica per lo sviluppo dell’intera Regione».

SCULCO: POTENZIALITÀ DA VALORIZZARE Dello stesso avviso anche la consigliera regionale di centrosinistra Flora Sculco: «In una visione di valorizzazione delle enormi potenzialità dell’area centrale senza il cui impulso economico, sociale e istituzionale la Calabria rischia di non affrancarsi dalle penalizzanti suggestioni centrifughe e dallo sterile campanilismo storico che non le consentono di presentarsi sui tavoli nazionali ed europei come un sistema coeso con ben definiti punti di forza e con una strategia organica che permetta l’utilizzazione produttiva delle risorse pubbliche, la richiesta di una seconda “Zona economica speciale” avanzata dai sindaci di Catanzaro, Crotone e Lamezia Terme va condivisa».
«E soprattutto – prosegue – presa in serissima considerazione, con la rapidità che la gravità della situazione esige. In assenza di una visione di sviluppo della Calabria che vogliamo, e con sullo sfondo una situazione generale di acutissima difficoltà sociale che andrebbe analizzata con più attenzione e responsabilità si riscontrano, al Nord della regione, un dinamismo di vario segno che, peraltro, vedrà presto con l’unione di Corigliano e Rossano, la nascita della terza città più popolosa; a Sud, benché i problemi non manchino, i fermenti della città metropolitana e le interlocuzioni fra le città dello Stretto, mentre l’area centrale arranca e pare non essere in grado neppure di mettere in rete le importanti infrastrutture materiali e immateriali a sua disposizione. È urgente, pertanto, dinanzi a un contesto generale fortemente scosso da emergenze vecchie e nuove, osservare e cogliere i cambiamenti in atto ed iniziare a studiare le soluzioni adeguate per dare le risposte che la Calabria attende e che, però, non possono essere assunte a tentoni, casualmente o peggio assecondando le istanze localistiche e senza uno schema complessivo dello sviluppo. Nel contempo, tuttavia, mentre è da apprezzare la sensibilità dei sindaci delle tre città di “fare squadra” iniziando dalla richiesta di una seconda Zes prevista dal Decreto Sud che consentirebbe di rafforzare l’area centrale ormai “in sonno” da troppo lungo tempo, è auspicabile un rapido cambio di passo da parte della leadership politica regionale. Fin qui la legislatura regionale è andata avanti con lentezza, collezionando molti errori di valutazione e di metodo. L’occasione del giro di boa con alle spalle metà del percorso della legislatura è da prendere con estrema ponderazione. Si tratta di scegliere tra cambiare registro o insistere in quello sperimentato, ben sapendo che gli esiti, nel secondo caso, sarebbero disastrosi, sia per chi nel 2014 si è presentato all’elettorato con la promessa di un rinnovamento sostanziale sia per la credibilità delle stesse istituzioni regionali verso cui la sfiducia dei cittadini è cresciuta a dismisura. Dinanzi alla proposta di Catanzaro, Crotone e Lamezia che, sommessamente ma con determinazione, indicano le potenzialità su cui far leva per realizzare crescita e sviluppo – a partire dal Polo direzionale di Catanzaro, il porto di Crotone, l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, i grandi spazi destinati alle attivita’ produttive che bramano investimenti nazionali e internazionali – la Regione e il Governo hanno il dovere di non girarsi dall’altra parte».
«È in gioco – conclude Flora Sculco – il futuro delle popolazioni dell’area baricentrica ma insieme quello dell’intera Calabria che non può più tollerare distrazioni e ritardi. Il tempo dell’attesa è concluso, è l’ora di agire bene e senza esitazione».

GALATI: OCCASIONE DI SVILUPPO «La richiesta dei sindaci di Catanzaro, Lamezia Terme e Crotone, indirizzata al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, di istituire la Zona economica speciale nell’area centrale della Calabria va condivisa e sostenuta». È quanto afferma il deputato Giuseppe Galati che aggiunge: «La seconda Zes della Calabria, dopo quella di Gioia Tauro, potrebbe rappresentare, come previsto dal “Decreto Sud”, un’occasione di sviluppo economico e crescita occupazionale per l’intera regione. Si tratterebbe, con la nuova Zona economica speciale, di poter usufruire di agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative e maggiori investimenti, provenienti anche da fuori Regione. Tali condizioni, unite alle vocazioni dei singoli territori e alle infrastrutture esistenti, quali l’aeroporto internazionale e la stazione ferroviaria di Lamezia Terme, il centro direzionale di Catanzaro ed porto di Crotone, determinerebbero quelle condizioni di crescita tanto attese».
«L’azione sinergica dei sindaci Sergio Abramo, Paolo Mascaro e Ugo Pugliese è la dimostrazione – prosegue il deputato – che il lavoro di squadra, accompagnato da una seria programmazione, può fare conseguire risultati importanti nell’interesse di tutti i cittadini calabresi e non solo delle singole comunità». «Il mio auspicio è che, innanzitutto, il presidente della Regione Mario Oliverio e, successivamente, il governo centrale – conclude Galati – possano recepire positivamente la proposta di istituire la seconda Zes in Calabria, un’occasione che va colta anche a beneficio dei nostri giovani desiderosi di costruire il loro futuro in Calabria».

RUSSO: «SI ATTIVI ANCHE VIBO» «Mi appello al sindaco Costa affinché faccia in modo che Vibo entri a far parte di quella che potrebbe essere la seconda Zes in Calabria, coincidente con l’Area vasta Catanzaro-Crotone-Lamezia Terme. Un’area strategica per lo sviluppo dell’intera regione, al centro del territorio calabrese e quindi snodo essenziale per la logistica e per le funzioni direzionali». Così il capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Vibo Valentia Giovanni Russo. «In tale area, al cui centro si pone il Polo direzionale regionale di Catanzaro, capoluogo di Regione – continua –, si concentrano le infrastrutture logistiche importanti come il porto di Vibo Marina, quello di Crotone e l’aeroporto di Lamezia Terme. L’intera area omogenea, dotata di grandi aree destinate alle attività produttive, collegata da una rete stradale che si raccorda direttamente con l’autostrada Sa-Rc, con la linea principale di Trenitalia. Bene hanno fatto le Città di Catanzaro, Crotone e Lamezia Terme a proporre fin d’ora l’individuazione dell’Area vasta quale seconda Zes della Calabria. Il sindaco Costa faccia in modo che anche la nostra città entri a far parte di questa proposta. Ne trarrebbe grandi benefici la nostra economia e le imprese che con grandi difficoltà mantengono in vita il nostro tessuto economico».

(fonte corrieredellacalabria)

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