5 Dicembre 2020

Sentenza definitiva dei giudici amministrativi di secondo grado, che confermano la validità del decreto di Scura: il Protocollo per l’accertamento dei requisiti in materia d’invalidità civile consentirà «un consistente risparmio economico al Servizio sanitario regionale»

Nonostante lo scorso 25 agosto avesse sospeso il provvedimento del Tar che dava ragione al commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario, il Consiglio di Stato alla fine ha dato torto alla Regione in merito al Protocollo d’intesa con l’Inps per l’affidamento delle funzioni relative all’accertamento dei requisiti sanitari in materia d’invalidità civile. La sentenza dell’organo di secondo grado della giustizia amministrativa, pubblicata mercoledì, respinge quindi definitivamente il ricorso avanzato dagli avvocati della Cittadella contro il Protocollo che la struttura commissariale guidata da Massimo Scura aveva adottato in via sperimentale e per la durata di un anno.
In sostanza la Regione aveva chiesto l’annullamento della sentenza con cui il Tar aveva dato ragione a Scura in merito al decreto 86/17, sostenendo che il provvedimento commissariale arrecasse un danno «istituzionale ed economico» alla Regione Calabria. D’altro canto invece i legali dell’Inps (Nicola Valente, Maria Teresa Pugliano, Angela Maria Laganà ed Ettore Triolo) e dell’Avvocatura dello Stato avevano invece sostenuto la correttezza del pronunciamento del Tar e dello stesso decreto impugnato.
Per i giudici del Consiglio di Stato (presidente Franco Frattini, relatore Umberto Realfonzo) il ricorso della Regione è inammissibile e infondato, tra le altre cose, alla luce del «difetto di interesse legittimo» e del fatto che il decreto di Scura non solo non comporta distrazione di somme dal Fondo sanitario regionale ma, al contrario, è mirato «al progressivo sgravio di tutte le commissioni in questione» e quindi ne deriva «un consistente risparmio economico al Servizio sanitario regionale».
Come già rilevato dal Tar, dunque, anche per il Consiglio di Stato il decreto 86/17 del commissario ad acta «assicura comunque il conseguimento degli obiettivi finanziari fissato al punto 3.6.4. del Piano di rientro, che prevedeva espressamente gli obiettivi di risparmio dei costi del personale». I giudici amministrativi di secondo grado non hanno quindi dubbi sul fatto che dal decreto scaturisca un risparmio per la Regione, perché «la gran parte delle attività, attualmente svolte dalle Asl, saranno via via assunte a carico dell’Inps».

(fonte l’altrocorriere)

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